Page 274 - Scenari Sahariani - Libia 1919-1943. La via italiana alla guerra nel deserto
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Scenari Sahariani – Libia 1919-1943 “La via itaLiana aLLa guerra neL deserto”


            ANCORA FORT LAMY





               Con il ritiro della colonna Leclerc la possibilità che la minaccia da sud potesse
            in futuro farsi più concreta, tanto da incidere sull’andamento delle operazioni
            nella fascia costiera proprio mentre era in preparazione una nuova offensiva
            verso la Marmarica e il confine egiziano, portò il comando tedesco a chiedere
            quali iniziative fossero allo studio per contrastarla.  Le forze del Sahara Libico
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            non erano in grado di prendere l’iniziativa, e anche la 5  Squadra Aerea non
            disponeva  dei mezzi necessari  per  proporre una  replica su vasta scala del
            bombardamento di Fort Lamy. Era però possibile ipotizzare una ricognizione
            a largo raggio su quelle lontane regioni per individuare movimenti di truppe
            significativi e in questo senso si pronunciò lo stesso Mussolini, ordinando di
            accertare  l’entità  del  traffico  sulla  camionabile  Douale-Fort  Lamy-Karthum.
            Il Comando  Superiore Forze Armate  dell’Africa  Settentrionale  interessò  in
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            proposito la 5  Squadra Aerea che propose di impiegare un S.82 scartando a
            priori la possibilità di utilizzare un quadrimotore P.108 data l’indisponibilità di
            questo tipo di macchina.  Fu così stabilito di utilizzare un trimotore con motori
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            Alfa 128, affidato a un equipaggio costituito da una coppia di sperimentati piloti
            dei Servizi Aerei Speciali, capitano Arsani e sottotenente Tredici, e dal maggiore
            Vimercati Sanseverino, trasferendolo su un campo del sud sahariano da scegliere
            in funzione della situazione locale e della possibilità di farvi rapidamente affluire
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            i rifornimenti necessari. Nell’attesa il comando della 5  Squadra Aerea doveva
            pianificare  un’incursione  su  Fort  Lamy  da  eseguire  durante  la  fase  lunare
            favorevole con gli S.82 già in Africa Settentrionale, partendo dallo stesso campo
            trampolino.
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               Era questo il solo modo per venire incontro alle richieste del feldmaresciallo
            Kesselring che della questione dell’Africa Equatoriale Francese aveva parlato
            con il Capo di Stato Maggiore Generale, generale Ugo Cavallero, in un colloquio
            avvenuto il 17 marzo. La complessità del problema era tale che l’ipotesi di utilizzare
            dei trimotori da trasporto modificati per un’azione di bombardamento apparve
            subito impraticabile, anche a causa di altre e più pressanti esigenze. Interdire
            la linea di comunicazione Douala-Fort Lamy-Karthum era possibile solo con


            131   Stato Maggiore Regia Aeronautica (Superaereo), telegramma 1B/3466 del 12 marzo 1942
               indirizzato al comando della 5  Squadra Aerea, AUSSMA, LT-1, B1/25-1, b. 37, f. 5.
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            132   Comando 5  Squadra Aerea, telegramma 1B/3466 del 18 marzo 1942 indirizzato a Superaereo,
               AUSSMA, Rep LT-1, B1/25-1, b. 37, f. 5.
            133   Stato Maggiore Regia Aeronautica (Superaereo), telegramma 1B/4103 del 24 marzo 1942
               indirizzato al comando della 5  Squadra Aerea, AUSSMA, Rep. LT-1, B1/25-1, b. 37, f. 5.
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