Page 199 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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Le funzioni rifLesse neLLa documentazione        199


                      «Saranno assolutamente esclusi dalla vendita, e [...] conservati in ar-
                   chivio: a) i protocolli e i registri di corrispondenza; [...] h) la rubrica delle
                   stazioni; i) il protocollo e tutto il carteggio confidenziale; l) le pratiche
                   riferibili all’impianto e alla chiusura delle stazioni, tanto provvisorie che
                   definitive; m) i verbali di consegna; [...] p) le circolari a stampa e quelle
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                   manoscritte; q) le circolari periodiche ed il Bollettino» .
                 Tali specificità segnalano un’attenzione particolare verso i registri di
              protocollo e di corrispondenza, insieme a tutto il carteggio classificato (nel
              testo è indicato come confidenziale), la documentazione relativa all’im-
              pianto e alla soppressione di stazioni, nonché le raccolte di circolari insie-
              me al bollettino.
                 Si dovette attendere il Primo Conflitto Mondiale e il successivo dopo-
              guerra per ritrovare un nuovo interesse verso la tutela della documentazio-
              ne con particolare attenzione su quella prodotta dall’Esercito. Si trattava
              tuttavia di tutelare la memoria delle operazioni militari attraverso la docu-
              mentazione che avrebbe dovuto costituire la base per la stesura dell’opera
              enciclopedica dell’Esercito nella Grande Guerra. Di fatto, tutte le disposi-
              zioni in materia non entrarono nel merito degli archivi prodotti dai coman-
              di dell’arma sul territorio nazionale, bensì disposero per quelli mobilitati
              in operazioni di guerra. Così, si dovette attendere almeno il 1930 perché vi
              fossero nuove disposizioni in materia di scarto di documentazione, sebbe-
              ne vi siano indicazioni che fanno presumere l’esistenza di norme preceden-
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              ti, purtroppo non reperite .
                 Trascorsi 8 anni (n. 35 dell’istruzione sul carteggio), si procedeva all’e-
              liminazione de

                   «le carte ed i registri riconosciuti inutili riferentisi a pratiche di 1  divisio-
                                                                             a
                   ne, salvo le eccezioni di cui ai numeri seguenti; i fogli d’ordini». Dopo 10
                   anni potevano essere distrutti «gli specchi di avanzamento dei sottufficiali
                   e militari di truppa e le pratiche relative; i temi e i rapporti informativi; i
                   fascicoli personali dei sottotenenti che frequentano i corsi presso la Scuola
                   Centrale CC. RR.; i volumi dei ruoli alfabetici dei corpi (i 10 anni vanno
                   considerati dalla perdita di forza dell’ultimo Ufficiale, impiegato civile,
                   sottufficiale e militare di truppa iscritto in ogni singolo volume); [...]i ruoli-


              43    Ibidem.
              44             a
                  BUCCRR 1930, 1  dispensa straordinaria recante la circolare n. 3387/5 di prot. del Comando Ge-
              nerale dell’arma dei Carabinieri Reali – Ufficio ordinamento, datata 25 ottobre 1930 – a. Viii, re-
              cante «norme per la conservazione e l’eliminazione degli atti del carteggio». Per quanto riguarda le
              disposizioni in materia di selezione e scarto si rinvia più in generale al paragrafo «L’Ufficio Militare
              del Comando del Corpo di Stato Maggiore e lo studio della storia militare » del terzo capitolo.
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