Page 206 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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206 Tra carTe e caserme: Gli archivi dei carabinieri reali (1861-1946)
siglio e firmati dal Relatore», nonché a formare gli stati delle paghe e degli
onorari. a tale scopo avrebbe avuto i registri necessari per la contabilità
ove riportare i fondi ricevuti dalla cassa di servizio in un apposito «Giorna-
le di Cassa» strutturato su 1 colonna per le entrate e 6 per le uscite (paghe
degli ufficiali; per i sottufficiali e carabinieri e decorazioni; per la massa
individuale; per quella di foraggio; per quella di rimonta e per quella di
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soccorso) .
Per quanto riguardava, invece, il consiglio di divisione esso era com-
posto dai tre ufficiali più anziani nella divisione, dei quali il più elevato in
grado ne era presidente e relatore, con un sottufficiale o carabiniere segre-
tario e un carabiniere assistente (tit.i, cap.i, art. 1). il consiglio di divisione
aveva il compito di eseguire le indicazioni del consiglio generale. Un solo
reparto si sottraeva all’esercizio delle attività del consiglio di divisione (di
torino) ed era «l’Amministrazione degli uomini formanti il Deposito, il
quale verrà diretto da un Ufficiale specialmente a ciò destinato, come pure
quella degl’individui destinati al servizio di campagna». a tale ufficiale
rimanevano in capo solamente le prescrizioni relative alla distribuzione
del contante al personale dipendente mentre, per quanto riguardava la di-
stribuzione del vestiario (e degli equipaggiamenti), sarebbe stato onere del
consiglio generale (tit. I, cap. III, art. 2).
Circa il consiglio di divisione, l’organismo amministrativo aveva il
compito di provvedere alla ricognizione del materiale di equipaggiamento
e del vestiario inviato dall’ufficiale di vestiario, attraverso la stesura di un
processo verbale.
inoltre, lo stesso consiglio avrebbe provveduto all’invio dei materiali
accompagnati dai «relativi buoni dal registro a matrice a ciò destinato» (tit.
iV, cap.ii, art. 2) attraverso la scala gerarchica sino alle stazioni dipendenti,
lasciando apposita traccia «sul libro corrente degl’individui di sua Divisio-
ne, o delle Stazioni».
a livello periferico, sarebbe stata un’incombenza delle stazioni l’in-
vio della ricevuta del materiale, nonché provvedere alla trascrizione delle
quantità di oggetti consegnati su di un «libro della Stazione […] se trattasi
di portafoglj, ferri, catene», mentre nel caso di oggetti individuali assegnati
al sottufficiale e al carabiniere ne sarebbe stata lasciata traccia «sul libret-
to» di cui ciascuno era provvisto (tit.iV, cap.ii, art. 2).
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Regolamento cit, tit.iV, cap. Xi, art.5 e circolari n. 878 e 915 datate rispettivamente 7 e 9 feb-
braio 1820.

