Page 26 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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26 Tra carTe e caserme: Gli archivi dei carabinieri reali (1861-1946)
volta lo qualificò della libertà il palladio, deve, a mio giudizio, in gran parte
il proprio onore al suo impareggiabile Regolamento generale; che quantun-
que emanato sotto un assoluto Governo, con poche varianti, potè continua-
re ad essere mantenuto in vigore senza difficoltà, ed anzi con molto pregio,
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anche dopo le politiche libertà dallo Statuto largite» .
l’importanza di una corretta e aggiornata tenuta dei documenti prodotti
era sottolineata in più parti del regolamento tanto che l’articolo «Uffizj»
era riservato allo scopo. Si precisava che
«dalla tenuta regolare degli Uffizj dipende in gran parte l’esattezza e la
celerità del servizio, poiché si trova in essi il deposito degli ordini ed istru-
zione, e le norme, che si devono seguire; e dai medesimi si ricavano gli
schiarimenti, che si richiedono. Chiarezza e precisione nelle scritturazioni,
scrupolosa diligenza nel tenerle al corrente; ordine esatto nella classifica-
zione delle carte possono solo facilitare l’andamento d’ogni ramo di servi-
zio, ed assicurarne l’esecuzione» .
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L’esigenza di mantenere un unico testo normativo sarebbe stata molto
sentita nell’arma tanto che vi furono numerosi interventi nel corso de-
gli anni tesi a attualizzare, ma senza stravolgere, le disposizioni contenute
proprio nel regolamento. infatti, progressivamente furono date alle stampe
alcune disposizioni che integravano e modificavano quanto originariamen-
te previsto. Ciò a causa della necessità di recepire gli interventi normativi
più generali che, nel frattempo, il Regno di Sardegna stava introducendo
come, per citare il più importante, lo Statuto albertino, o i nuovi regola-
menti prodotti e emanati dal Ministero della Guerra, soprattutto nel de-
cennio che precedette la Seconda Guerra d’Indipendenza e la nascita del
Regno d’Italia.
L’Unità d’italia, tra le numerose conseguenze, accrebbe le dimensioni
dell’arma dei Carabinieri Reali, attraverso la partecipazione di molti suoi
militari ai processi di costruzione delle forze dell’ordine nei territori di nuo-
va acquisizione. Ciò fu fatto anche diffondendo le disposizioni contenute
nel regolamento generale del 1822. È significativo precisare, a tal proposi-
to, che vi furono iniziative sia ufficiali sia ufficiose. Mentre nel primo caso
si trattava di far pubblicare e distribuire i testi di legge con le modifiche
5 Alessandro Cuniberti, Progetto di regolamento per la riorganizzazione del Corpo delle Guardie
di Sicurezza Pubblica del Regno d’Italia, Livorno, Tipografia Odoardo Sardi, 1866, p. VII-VIII.
L’autore si professava baccelliere in leggi e delegato di prima classe nell’amministrazione di Si-
curezza Pubblica.
6 Regolamento Generale del Corpo cit., art. 390.

