Page 31 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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              svolgere all’interno, dei doveri religiosi, dell’ordinario , della ripartizione
              dei prodotti eventuali che i militari della stazione potevano ricevere a fron-
              te di particolari servizi, dei matrimoni e delle malattie. nell’affrontare la
              questione della tenuta, erano precisate le uniformi e gli armamenti da usare
              nelle varie ricorrenze o servizi. infine, la disciplina che riportava numerose
              indicazioni relative a: mezzi di punizioni, potestà sanzionatoria, consiglio
              di disciplina, comportamenti sanzionabili disciplinarmente e sanzioni ir-
              rogate, circolare periodica e particolari fattispecie criminali addebitabili ai
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              militari dei Carabinieri .
                 Erano parte integrante del testo anche: lo stato della forza dei Carabi-
              nieri reali con gli organici sia in ‘Terraferma’, sia in Sardegna; la tabella
              delle paghe, con l’indicazione della paga annua, dei supplementi e razioni
              di foraggio spettanti; la tabella degli effetti di vestiario, piccolo arredo,
              armamento e bardatura, che riportava in un quadro anche l’uniforme da
              indossare per le varie circostanze; la formula di giuramento; le formule dei
              processi verbali. Per questi ultimi, si trattava di modelli legati all’attività
              che si potrebbe definire di polizia giudiziaria e che non riguardavano inve-
              ce incombenze di tipo amministrativo.
                 infatti, i documenti elencati rappresentano verbali di: arresto d’un indi-
              viduo senza carte o d’un individuo i cui connotati sarebbero stati rimessi ai
              Carabinieri reali; di un individuo, dietro semplice richiesta d’un’autorità
              avente diritto; d’un individuo colpito da mandato di cattura; d’un delin-
              quente colto in flagrante delitto, od inseguito dalla voce pubblica; d’un
              disertore, d’un renitente alla leva militare o d’un indugiatore; altri modelli
              per casi differenti d’arresto; d’un individuo fuggito dalle galere o dalle
              prigioni. inoltre, vi erano riprodotti altri modelli come i verbali: di ricerche
              infruttuose; d’un furto con rottura (scasso), per constatare gli schiarimenti
              raccolti dai Carabinieri sui delitti pubblici commessi; constatante lo stato
              d’un cadavere trovato sulla strada, nelle campagne o sulle sponde d’un
              fiume, d’un incendio; per constatare le violenze, vie di fatto e ogni altro



              15    Per ordinario si intende la convivenza al vitto. Alcune espressioni del regolamento generale
              sono sopravvissute sino ad oggi come l’attuale uso del lemma ‘ordinario’.
              16    La circolare periodica rappresentava la forma scritta di comunicazione interna al Corpo dei
              Carabinieri Reali per portare a conoscenza della base inizialmente i comportamenti negativi te-
              nuti da alcuni suoi appartenenti con le sanzioni irrogate e quindi anche le azioni di merito che
              avevano dato luogo a riconoscimenti e ricompense. Ente Editoriale per l’Arma dei Carabinieri,
              Carabinieri cit., pp. 48-49; secondo tale opera pubblicata dall’Istituzione la circolare «stampata
              mensilmente ed inviata ai comandi dipendenti, riportava i fatti importanti nel campo, appunto
              della repressione dei delitti».
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