Page 299 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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La ceLebrazione deL Mito tra Lo scarto e iL Museo storico  299


              tutelare e le tipologie particolari che dovevano essere escluse dalle opera-
              zioni di vendita.
                 È evidente che si individuava chiaramente il bisogno di non perdere
              documentazione utilissima all’attività investigativa, come nel caso dei pro-
              cessi verbali o dei mandati di cattura o ancora dei crimini a opera di ignoti.
              inoltre, a tale area si affiancava anche la funzione di gestione del comando,
              attraverso la conservazione di registri di protocollo, di corrispondenza, ru-
              briche delle stazioni, circolari periodiche e bollettino da custodire con gli
              archivi classificati (denominati confidenziali).
                 È interessante sottolineare anche che il Comitato intervenne su una ma-
              teria estremamente delicata come quella della conservazione documentaria
              sulla quale altri organismi di vertice, come lo stesso Ministero della Guerra
              o il Comando del Corpo di Stato Maggiore, ove era inserito l’ufficio stori-
              co, avevano manifestato un certo disinteresse.
                 in realtà, come emerge nelle prossime pagine, la mancata osservanza
              nel quotidiano di tali disposizioni ha sottratto alla conoscenza le importanti
              testimonianze dell’attività d’istituto di tutta l’arma dei Carabinieri .
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                 lo studio della storia militare intesa come histoire bataille e delle at-
              tività  connesse  rappresentò  lo  scopo  principale  delle  attività  assegnate
              all’Ufficio Militare, precedente intitolazione dell’Ufficio Storico dello Sta-
              to Maggiore dell’Esercito. Per fare ciò si dotò di un proprio archivio (art. 8
              del regolamento interno). Tuttavia, si precisava anche che
                   «Detto piccolo archivio contiene 1° le carte e manoscritti, ossia memorie,
                   relazioni e piani relativi agli oggetti di studio ed attribuzioni di servizio ac-
                   cennato al § 3° [compilare dietro documenti autentici raccolti nell’archivio
                   del Corpo od altrove, la storia delle campagne e degli avvenimenti militari
                   del paese [sic], eppure anche memorie relative alle guerra contemporanee].
                   2do i documenti relativi alle campagne di guerra del Regio Esercito, come
                   carte uffiziali o private corrispondenza dei Quartieri Generali Diari ecc,
                   sono inviati dal Ministero di Guerra per essere depositati nell’archivio del
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                   Corpo» .
                 La funzione assegnata a tale piccola struttura è espressa chiaramente,

              5    È interessante sottolineare tuttavia che, almeno sino alla pubblicazione (e successiva abrogazio-
              ne) dell’istruzione sul carteggio, edizione 1920, erano ancora in vigore e che lo rimasero a lungo. Sul
              punto si rinvia al secondo capitolo.
              6    Archivio dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito (d’ora in poi AUSSME), fondo L-3
              «Studi particolari», busta 301 (già 305), fascicolo 1, sottofascicolo 1/3, Regolamento interno per la
              Sezione archivio ed Amministrazione (1856), rectius Istruzione sull’Uffizio Militare del R. Corpo di
              Stato Maggiore e sull’ordinamento dell’Archivio del medesimo 1856.
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