Page 300 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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300 Tra carTe e caserme: Gli archivi dei carabinieri reali (1861-1946)
sin dalle disposizioni del 1856; è altrettanto evidente che tali funzioni siano
state ereditate poi dagli uffici sopravvenuti sino all’Ufficio Storico attuale.
Si trattava dunque di studiare le campagne militari e tutto ciò che ne era
collegato per rappresentare, secondo la visione propria del vertice militare,
la condotta delle operazioni belliche. Così altrettanto evidentemente esu-
lava da tale funzione, in seno al Comando del Corpo di Stato Maggiore, la
conservazione dei documenti relativi all’attività d’istituto (nella sua acce-
zione più ampia) svolta dai Carabinieri Reali.
infatti, a riscontro di ciò, è ben facile verificare come vi sia una presenza
costante di particolari tipologie di documenti, come i diari e le memorie
storiche, o anche la documentazione dei reparti Carabinieri mobilitati du-
rante le operazioni di guerra. in analogia, si può notare l’assenza pressoché
totale di porzioni di archivi dell’arma dedicate al servizio d’istituto, quindi
rivolte all’ordine e alla sicurezza pubblica. a campione, si noti che il fondo
G-17 custodito presso l’archivio Storico dell’Ufficio Storico dello Stato
Maggiore dell’Esercito e relativo alla campagna del 1859 contiene unica-
mente documentazione dell’arma relativa alle funzioni di polizia militare
e di tipo informativo rivolto al movimento di truppe nemiche poco prima
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e durante le ostilità .
È interessante osservare, per chiarire le attività di quell’ufficio storico,
cosa accadeva in quegli stessi anni per alcuni fondi archivistici di comandi
dell’Esercito. ad esempio, nel caso della soppressione della divisione mi-
litare di Livorno avvenuta nel 1870, questa informò quella di Firenze che
avrebbe provveduto a inviare a breve l’archivio generale della divisione,
ad eccezione dell’anno in corso che era ancora in trattazione e che sareb-
be giunto più tardi rispetto la data fissata dal Ministero per soppressione
del comando e la contestuale cessione del archivio corrente del medesimo
(previsto per il 16 dicembre successivo). Tale corrispondenza pervenne er-
roneamente al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito anziché al capo di
stato maggiore della divisione militare di Firenze. Tuttavia, su tali docu-
menti, come risulta ampiamente, non vi fu alcun intervento di orientamen-
to o di tutela della documentazione ma una semplice comunicazione che,
sostanzialmente affermava che, per quanto fosse possibile al Capo di Stato
Maggiore dell’Esercito, avrebbe condiviso e appoggiato l’iniziativa della
7 Ferdinando Di Lauro, 1859 – L’Armata Sarda a San Martino – con l’inventario del fondo G-17 Cam-
pagna 1859, Roma, Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio Storico, 2010, 2 edizione. L’inventario,
a
presente solo nella seconda edizione, è stato realizzato dal dottor Alessandro Gionfrida, Archivista
di Stato presso quell’Archivio Storico.

