Page 303 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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La ceLebrazione deL Mito tra Lo scarto e iL Museo storico  303


              truppe, alla costituzione ed al funzionamento dei servizi (compresi quelli
              relativi alle popolazioni civili».
                 inoltre, era necessario tutelare e custodire anche le fotografie di guerra
              ivi comprese quelle aeree, le pubblicazioni dei singoli comandi relative
              a «istruzione e regolamenti, monografie dei lavori di difesa e di speciali
              impianti», le pubblicazioni di propaganda «opuscoli, manifesti, giornali
              del soldato, relazioni di conferenze» e «eventualmente, documenti tolti al
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              nemico» . Le disposizioni a firma del Capo di Stato Maggiore dell’Eserci-
              to, armando Diaz, furono diramate per diretta competenza a vari ispettora-
              ti e comandi ivi compreso il Comando Generale dell’arma dei Carabinieri
              Reali . Sulla stessa scia, si inserì la circolare n. 712 di protocollo Riserva-
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              to, datata 8 aprile 1920 e con il medesimo oggetto. Badoglio, richiaman-
              dosi alla precedente disposizione, intervenne sulla questione precisando
              alcuni aspetti:
              -  la tutela di tutti gli archivi dei «Comandi e Corpi mobilitati [...] avver-
                 tendo che, per ora, nulla dovrà essere distrutto»;

              -  la collocazione di tali archivi in locali «dei Comandi territoriali», an-
                 ziché in locali inidonei come «baracche, cantine» come sembrava che
                 stesse  accadendo  in  alcuni  comandi  e  posizionando  «negli  ambienti
                 meno adatti l’ordinario carteggio dei Comandi stessi».
              -  il graduale riordinamento con l’idea di «trasferire man mano che sarà
                 possibile all’archivio dell’Ufficio Storico di questo Stato Maggiore i
                 documenti più importanti dei singoli archivi dei Comandi territoriali».
                 in sostanza, l’intervento mirava a orientare adeguatamente gli organi di-
              pendenti che avevano direttamente o indirettamente il controllo delle carte,
              disponendo una serie di operazioni .
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              10    Circolare n. 601 del Comando del Corpo di Stato Maggiore – Reparto Operazioni – Ufficio Sto-
              rico, datata 3 ottobre 1919 a oggetto «Conservazione dei documenti della guerra e trasmissione dei
              relativi elenchi» a firma del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito A. Diaz e n. 712 R., datata 8 aprile
              1920 dello Stato Maggiore del Regio Esercito – Reparto Operazioni – Ufficio Storico a firma del ge-
              nerale d’esercito, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito Badoglio, a oggetto «Conservazione ed ordi-
              namento degli archivi di guerra», AUSSME, fondo L-3 «Studi particolari», busta 301 (già 305), fasci-
              colo 3, sottofascicolo «copie in eccedenza di circolari varie» e sottofascicolo «circolari relative alla
              raccolta e conservazione del carteggio di valore storico 1915-1935».
              11    La circolare fu inviata ai comandi di armata, ai comandi di corpo d’armata territoriali e mobilitati,
              all’ispettorato generale dell’arma di Cavalleria, a quello dell’arma di Artiglieria, a quello del Genio,
              al comando generale dell’Aeronautica e, per conoscenza, al Ministero della Guerra, divisione stato
              maggiore, direzione generale servizi logistici ed amministrativi, direzione generale di Artiglieria, di-
              rezione generale del Genio.
              12    La circolare fu inviata ai comandi designati d’armata, ai comandi di corpo d’armata, al comando
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