Page 304 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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               Con tale intervento cessò l’azione dell’Ufficio Storico dell’Esercito in
            tema di archivi, lasciando al Ministero della Guerra il suo ruolo ordinario
            anche in tale campo. Si tenga conto, in ogni caso, della disordinata gestione
            delle carte dei reparti al fronte come ampiamente riportato in alcuni testi
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            coevi .
               È interessante osservare che, all’avvio delle attività di raccolta di docu-
            mentazione per il Museo Storico dell’Arma, Vittorio Gorini, padre spiritua-
            le dell’istituto, nel 1928 interessò il generale Troili allo scopo di recuperare
            il fascicolo presso il Ministero della Guerra che conteneva la «relazione
            documentata da me redatta, che motivò la concessione della medaglia d’ar-
                                                                      14
            gento alla Bandiera dell’arma per la carica di Pastrengo» . Un’annota-
            zione a matita sulla lettera del Gorini riporta «Colonnello Giacchi Palazzo
            Baracchini all’Ufficio Storico non esiste nulla – Vedere ufficio ricompen-
            se». Di seguito un’altra annotazione «al macero con tutto il 1910». nella
            risposta a Gorini, il generale Troili gli comunicava che il fascicolo custo-
            dito dal Ministero della Guerra – Ufficio ricompense andò al macero con
            il carteggio del 1909 e che la ricerca estesa presso il Comando Generale,
            ente produttore della proposta di ricompensa, non aveva dato alcun esito.
            Ciò a testimonianza, qualora serva ancora, dell’assenza di un ruolo da parte
            dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito e della mancanza di
            un’azione di tutela di un patrimonio documentario che, custodito presso lo
            stesso Ministero della Guerra, avrebbe dovuto essere versato all’archivio
            del Regno. il risultato fu il macero di interi fondi archivistici.
               nel corso del periodo bellico, nel frattempo, erano state emanate im-
            portanti disposizioni per lo snellimento delle operazioni di scarto con il
            conseguente macero semplificato delle carte degli uffici pubblici, riducen-




            generale delle regie truppe della Venezia Giulia, al comando della zona Trento, al comando truppe
            Albania, agli ispettorati generali dell’Esercito, della Fanteria, di Cavalleria, di Artiglieria e del Ge-
            nio, al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali, al tribunale supremo di Guerra e Marina,
            all’avvocato generale militare, all’ispettorato di sanità militare e all’ispettorato d’aeronautica militare.
            La circolare fu inviata per conoscenza anche al Ministero della Guerra, divisione stato maggiore, alla
            direzione generale dei servizi logistici ed amministrativi e alle direzioni generali di Artiglieria e del
            Genio. Una nota senza protocollo ma datata 27 marzo 1920 a firma del colonnello capo ufficio stori-
            co riportava che «il carteggio della 2^ Armata, conservato presso il Comando del Corpo d’Armata di
            Genova, è tenuto in baracche, e che il carteggio del IX Corpo d’Armata è radunato in una cantina».
            13   G. B. Curti, L’ordinamento del servizio archivistico corrente in un Comando al fronte, in «Gli
            archivi italiani», (4) 1917, pp. 154-164.
            14    Archivio Storico del Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri (d’ora in poi ASMACC), busta 922,
            fascicolo n. 481 di prot. del 1926, lettera datata Napoli, 14 aprile 1928 a firma di Vittorio Gorini.
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