Page 309 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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La ceLebrazione deL Mito tra Lo scarto e iL Museo storico  309


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                   Stato Maggiore, di cui sono note le altissime benemerenze» .
                 Sebbene sembri che le carte prodotte da enti militari dovessero rima-
              nere custodite dall’Ufficio storico per esigenze documentarie relative alla
              condotta delle operazioni militari, in realtà, già in una parte della documen-
              tazione che il comitato intendeva raccogliere si può notare come vi fosse
              una evidente sovrapposizione nell’acquisizione documentaria, allo scopo
              di creare apposite collezioni e raccolte. Ciò è tanto vero che nel 1925, lo
              stesso Ministero della Guerra, tramite la segreteria militare del gabinetto
              del ministro, dovette intervenire con una disposizione piuttosto precisa .
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              infatti, nell’imporre una nuova verifica sulla presenza di «carteggi di ca-
              rattere ufficiale o di carattere storico, di cui non sia stata ancora notificata
              la esistenza all’Ufficio Storico» secondo il disposto della circolare 319 del
              1921, il Ministero ricordava anche che «nessuno, neppure il capo servizio,
              può estrarre per uso particolare copia di lettere o documenti d’ufficio, nè
              dar visione di esse lettere e documenti a persone estranee, salvo per mo-
                                                                  28
              tivi di servizio o previa la superiore autorizzazione» . Quindi, mentre i
              documenti «di carattere ufficiale e di carattere storico» sarebbero dovuti
              rimanere in custodia per le eventuali disposizioni dell’Ufficio Storico, era
              tuttavia concesso che «taluni documenti trovino acconcia sede in particola-
              ri musei militari (di brigata, di reggimento ecc.)», evitando però che «altri
              documenti ufficiali siano dispersi in musei di carattere privato – anche se
              questi assumano il carattere di archivi di guerra presso musei comunali, o
              simili». a questi ultimi indicati quali «privati», e quindi  non «sorvegliati
              dalle autorità militari», sarebbe stato possibile inviare «cimeli di guerra,
              ed i documenti di carattere privato, che possono acquistare un’importanza
              storica, od un particolare rilievo per le persone o gli avvenimenti a cui si



              26    Ibid., lettera n. 12977/13359 di prot. e n. 15/Guerra di posizione in data 20 agosto 1915, ad ogget-
              to «Raccolta di testimonianze e documenti storici sull’attuale guerra».
              27    ASACC, D919.21, «Riordinamento e conservazione del carteggio di guerra», lettera n. 3040 Ri-
              servatissimo in data 17 aprile 1925 ad oggetto «Riordinamento e conservazione del carteggio di
              guerra. Documenti di carattere ufficiale e di carattere storico», a firma del generale di divisione Am-
              brogio Clerici, sottosegretario di Stato alla guerra dal 3 luglio 1924 al 4 maggio 1925 in Mario Mis-
              sori, Governi, Alte cariche dello Stato, alti magistrati e prefetti del Regno d’Italia, Roma, Ministero per
              i beni culturali e ambientali – Ufficio centrale per i beni archivistici, 1989, p. 158. La disposizione fu
              inviata ai comandi di corpo d’armata e, per conoscenza, ai comandi designati d’armata, al comando
              generale dell’Arma dei Carabinieri Reali, allo Stato Maggiore Centrale, agli uffici dei generali a di-
              sposizione per le varie armi.
              28    La circolare richiamava espressamente quanto era già stato disciplinato dalla «Raccolta delle di-
              sposizioni in vigore inserte nel giornale militare a tutto l’anno 1905 – fascicolo 8, bozze di stampa –
              Corrispondenza ufficiale e servizio postale e telegrafico», disposizione I, par. 44.
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