Page 461 - Tra carte e caserme: Gli archivi dei Carabinieri Reali (1861-1946)
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                 del comitato all’avvio della pubblicazione , la struttura del bollettino
                 ufficiale fu rivista in due parti ben distinte: «la Parte Prima conterrà
                 tutte le leggi, i decreti, le istruzioni e disposizioni ministeriali che han-
                 no relazione coll’Arma e le disposizioni ed istruzioni del Comitato. la
                 Parte Seconda conterrà tutte le altre materie sin qui pubblicate nel Bol-
                 lettino e descritte nella circolare del Comitato in data 1° luglio 1878,
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                 n. 1-3187» . In conseguenza di tale riorganizzazione del periodico a
                 stampa, il Comitato dispose che la parte prima sarebbe stata distribuita
                 a tutti i comandi senza carattere di periodicità, ma solo «quando occor-
                                                                                   24
                 rerà emanare disposizioni che abbiano carattere di pronta esecuzione» ,
                 mentre la seconda parte sarebbe stata pubblicata con cadenza mensile.
                 Per tale seconda parte, giova precisare che le legioni avrebbero rice-
                 vuto alcune copie «per poterle secondo si praticò finora distribuire alle
                 autorità». Ciò testimonia l’esistenza di una prassi diffusa e accettata a
                 livello centrale che consentiva di distribuire almeno la seconda parte ad
                 altri enti, esterni all’arma. in conseguenza di ciò, si dovrebbe ipotizzare
                 la presenza di tale seconda parte in alcuni fondi archivistici (ad esem-
                 pio delle prefetture) o biblioteche a livello locale (biblioteche militari
                 di presidio). Si deve precisare anche un’altra questione che era cara,
                 evidentemente, al presidente del Comitato, ovvero la necessità di «dare
                 eguale impulso al servizio in tutte le legioni, e si otterrà nel contempo
                 che la disciplina e l’amministrazione vi procedano con regolare unifor-
                 mità ed armonia», tanto è vero che i comandanti di legione avevano il
                 divieto espresso di diramare circolari nel rispettivo ambito territoriale
                 che contenevano «norme di massima», mentre avrebbero potuto pro-
                 porre interventi al Comitato che ne avrebbe valutato poi l’opportunità o
                 meno di estenderli a tutta l’Arma;
              -  la conservazione del bollettino già all’epoca non era cosa scontata tanto
                 che nel 1881 il presidente del Comitato intervenne prescrivendo tassati-
                 vamente la rilegatura di tutte le puntate (fascicoli) del bollettino dei Ca-
                 rabinieri Reali, prima parte a cura del titolare del comando e ciò proprio



              22    È vero che il Comitato tuttavia, immaginava già di intervenire su tale struttura tanto che precisa-
              va il presidente interinale del Comitato, maggiore generale Roissard de Bellet, che «il Comitato si
              riserva […] d’introdurre nel medesimo [bollettino] quelle variazioni e quei miglioramenti che l’e-
              sperienza fosse per consigliare», Circolare n. 1-3187 datata 1° luglio 1878, ad oggetto «Fondazione
              di un Bollettino dei Carabinieri Reali» cit., p. 4.
              23    Bollettino Ufficiale dei Carabinieri Reali, a. 1880, parte 1 , puntata 1 , circolare n. 1-1229 datata
                                                                 a
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              1° gennaio 1880 a firma del tenente generale Roissard de Bellet, presidente del comitato.
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                  Ibidem.
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