Page 107 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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Archivi, serie e documenti del corpo ForestAle dello stAto  107

                 Rappresentano un esempio di questa “decontestualizzazione” le fotografie
              allegate a un progetto di taglio  redatto dal sotto-ispettore Ario Romiti, che
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              furono pubblicate nell’opuscolo Il bosco, il pascolo, il Torrente (edito dal TCI
              nel 1911).
                 L’ispettore Romiti realizzò le fotografie per documentare lo stato di fatto
              del bosco che in seguito doveva essere utilizzato, mentre le stesse immagini
              riportate nell’opuscolo del TCI vengono utilizzate per fornire una descrizione
              dell’ambiente, volta a far sì che il “cittadino/viaggiatore” impari a riconoscere
              gli aspetti sociali e a formarsi una coscienza forestale  su temi che all’epoca
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              avevano una rilevante importanza nazionale. Questa ‘decontestualizzazione’
              della fonte proseguirà con la pubblicazione (1913) de «L’Alpe. Rivista fore-
              stale italiana» e diventerà più evidente negli anni del dopoguerra con le riviste
              «Montanaro d’Italia» e «Monti e boschi», fino agli anni Settanta. Grazie a
              questa continuità editoriale si è depositato negli archivi fotografici del TCI un
              ingente patrimonio di fotografie forestali.
                 Sino a questo punto è stata analizzata la fotografia forestale come documen-
              tazione di attestazione dell’attività svolta dall’amministrazione forestale, ma si
              ritiene anche necessario fare un richiamo alla sua importanza come fonte storica.
                 Nell’ambito degli studi storico geografici, sul paesaggio, e di quelli sulle
              pratiche di gestione del territorio, la fotografia così come afferma Moreno :
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                   permette la localizzazione sul terreno (ovvero la localizzazione del punto
                   di ripresa o spot) e il controllo nell’ambiente attuale delle informazioni
                   contenute nel documento originale.

                 Pertanto

                   La fotografia è una fonte interessante per la ricostruzione della storia ‘reale’
                   della vegetazione di un sito e dunque nella valutazione naturalistica delle
                   modificazioni ambientali – storiche, oltre a documentare gli effetti delle
                   pratiche (pascolo, sfalcio, coltivazioni ecc.) attive sulla vegetazione al mo-
                   mento della ripresa fotografica.



              37  Il progetto datato 10 ottobre 1908 con oggetto “La vendita di n. 51655 piante di faggio scel-
                 te e martellate nei 19 lotti della foresta Penna e del prodotto legnoso ricavabile dal taglio di ha
                 82,37 di bassa macchia situata nei lotti 4-11-12-16-17-18 e 19 della faggeta demaniale Penna
                 in Comune di S.Stefano d’Aveto”, in archivio di deposito presso Comando stazione carabinieri
                 forestale di Mattarana (SP).
              38  Si ricorda che Luigi Vittorio Bertarelli, presidente del TCI, sosteneva che la divulgazione do-
                 veva essere finalizzata a formare la coscienza forestale del cittadino e per questo era necessaria
                 un’opera di “volgarizzamento” delle cognizioni scientifiche. L’immagine potente strumento di
                 comunicazione doveva, pertanto, essere impiegata per il raggiungimento di tali scopi.
              39  Moreno, op. cit.
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