Page 105 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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Archivi, serie e documenti del corpo ForestAle dello stAto 105
La circolare citata è interessante per due motivi sia perché è il primo docu-
mento (ritrovato) che tratta esplicitamente dell’uso della fotografia, sia perché
pone l’obbligo espresso di unire alle relazioni annuali «fotografie riproducenti
lo stato del terreno prima dell’inizio dei lavori e quello dopo l’esecuzione
parziale o totale di essi», disciplinando l’utilizzo della tecnica della fotografia
ripetuta che permette di analizzare le trasformazioni avvenute sul territorio a
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seguito degli interventi attuati.
Successivamente con la circolare del 9 novembre 1936 n. 21, si fornivano
ulteriori indicazioni in merito alla tipologia delle fotografie che andavano tra-
smesse con le relazioni annuali «solo quelle che rappresentano qualche meto-
do o sistema nuovo e i risultati che esso dà o qualche caso di notevole impor-
tanza, omettendo quanto possa essere ormai una ripetizione di cose già viste».
In merito alla tecnica di ripresa specifica per la fotografia forestale, sono
di grande utilità, per conoscere e approfondire l’argomento, due documenti: il
primo è un articolo dal titolo Fotografia forestale , redatto da Ernesto Allegri
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(1904 -1986) botanico, dendrologo e direttore dell’Istituto sperimentale per la
Selvicoltura di Arezzo; il secondo documento è la circolare 11 ottobre 1938,
n. 21, emessa dal Comando della MNF avente per oggetto Fotografia docu-
mentaria di carattere forestale.
Dai due documenti si evince quale tipologia di strumentazione e di tecnica
dovesse essere adottata, e inoltre emerge come l’oggetto e l’inquadratura cam-
bino in rapporto agli scopi (scientifico o propagandistico) che si intendevano
perseguire.
L’articolo redatto da un tecnico, aveva come principale interesse quello di
dare indicazioni su come effettuare fotografie che potessero essere «un pre-
zioso ed indispensabile ausilio di documentazione scientifica per lo studioso e
l’esploratore», mentre la circolare a firma del generale Agostini, comandante
generale della MNF, evidenzia come la fotografia forestale non doveva avere
solo funzioni documentare ma anche propagandistiche:
Di tutte le fotografie che questo Comando riceve dai Comandi dipendenti
moltissime non possiedono i requisiti necessari per poterle utilizzare ai fini
della stampa e della propaganda, sia perché rappresentano scorci o partico-
34 Questa operazione fotografica consiste nel riprendere una seconda volta lo stesso soggetto a di-
stanza di una determinata frazione di tempo e dallo stesso punto di ripresa della prima posa. L’o-
perazione ovviamente può essere ripetuta più volte a intervalli di tempo successivi. In questo
modo si possono creare sequenze temporali che mettono in condizione l’osservatore, attraverso
il confronto delle singole immagini, di analizzare le trasformazioni avvenute nel soggetto foto-
grafato. Grazie a questa tecnica i forestali erano in grado di apprezzare pienamente la riuscita o
meno dei lavori di sistemazione e di rimboschimento e, in seconda istanza, se ne potevano ser-
vire per propagandare l’efficacia del servizio forestale, Sarasini, op. cit..
35 Ernesto Allegri, La fotografia forestale, “L’Alpe”, febb.- marzo 1938, pp. 57-70.

