Page 69 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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ElEmEnti di storia dEll’amministrazionE forEstalE italiana (1822-1980) 69
cesso nei primi anni dell’unificazione: il Corpo forestale è rimasto unificato e
nelle Regioni si è incominciato a rifare un gran numero di leggi e disposizioni
fra di loro diverse .
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Infatti, con il trasferimento, coincisero in capo alle Regioni tutte le attribu-
zioni di natura territoriale, urbanistica ed edilizia, nonché la materia di agri-
coltura e foreste, cosicché le attività riguardanti i boschi e la bonifica entra-
rono nel più complesso sistema afferente l’assetto e lo sviluppo del territorio.
L’iniziale produzione normativa regionale, era ancora legata prevalente-
mente a una funzione protettiva e produttiva del bene forestale, caratterizzata
essenzialmente da leggi d’incentivazione o di spesa, con strumenti riconduci-
bili a due categorie principali: benefici fiscali e finanziamenti pubblici.
Una diversa consapevolezza dei beni forestali si è manifestata nella norma-
tiva della seconda legislatura regionale che li inserì in una prospettiva d’asset-
to territoriale e di salvaguardia naturalistica ed ambientale.
Nello stesso tempo alcune Regioni emanarono specifici strumenti normati-
vi per la tutela del patrimonio forestale, orientati verso una progressiva piani-
ficazione globale delle funzioni del bosco nelle sue diverse valenze, non solo
produttiva e protettiva, ma altresì ricreativa e culturale, attraverso la coordina-
zione dei diversi strumenti di pianificazione territoriale e di salvaguardia am-
bientale, sia attraverso piani di assestamento e piani naturalistici che mediante
la localizzazione di aree destinate a parco e riserva naturale .
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Il rapporto tra Regioni e CFS si regola su una serie di convenzioni , stipu-
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83 Fabio Clauser, L’anno internazionale delle foreste, il 60° dell’Accademia, il 150° dell’Unità
d’Italia e la Costituzione Italiana, in «L’Italia forestale e montana», LXVI (6), 2011, pp. 459-
462.
84 Francesco Adornato, op. cit.
85 L’art. 4 della l. n. 36/2004 disciplina i rapporti con le regioni e con gli enti locali. La norma pre-
vede la possibilità per il Corpo forestale dello Stato di stipulare con le regioni specifiche con-
venzioni per l’affidamento, al medesimo CFS, di compiti e funzioni propri delle regioni stesse,
sulla base di un accordo quadro approvato dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Sta-
to, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. Per il coordinamento delle attività
del Corpo forestale dello Stato e dei servizi tecnici forestali regionali viene istituito un apposito
Comitato di coordinamento, i cui membri sono nominati con decreto del Ministro delle politi-
che agricole e forestali. Il Comitato è presieduto dal ministro ed è composto dal capo del Corpo
forestale dello Stato e da sei membri, di cui due in rappresentanza dei Ministeri dell’ambiente
e della tutela del territorio e dell’interno, e quattro designati dalla Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano. In attuazione di
quanto previsto dall’art. 4 della legge n. 36/2004, la Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le Regioni e le province Autonome di Trento e Bolzano, in data 15 dicembre 2005 ha
adottato un provvedimento con cui è approvato uno schema di accordo-quadro nazionale rego-
lante i rapporti convenzionali tra il Corpo forestale dello Stato e le Regioni. Tale Accordo di-
sciplina i rapporti tra il Corpo forestale dello Stato e le singole Regioni e individua le modalità,
i criteri generali e i principi direttivi della collaborazione che il Corpo forestale dello Stato po-

