Page 66 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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66           Una foresta di carte. Materiali per Una gUida agli archivi dell’aMMinistrazione forestale

            per la mancanza o scarsità di mezzi finanziari destinati alla montagna, sia per
            ragioni sociali dovute a una rilevante pressione demografica che richiedeva
            una sempre più vasta diffusione, a spese del bosco, della coltura agraria de-
            stinata a soddisfare i bisogni di sostentamento delle popolazioni e favorita
            dalla concezione autarchica che dominava l’intero indirizzo produttivo della
            nazione.
               Successivamente alla legge n. 991/1952 nella stessa direzione di una rior-
            ganizzazione istituzionale dei territori montani, si collocò il d.p.r. 10 giugno
            1955, n. 987 (Decentramento dei servizi del Ministero dell’agricoltura e delle
            foreste) che istituì i ‘Consigli di valle’, consorzi, a carattere permanente tra
            comuni compresi in tutto o in parte nel perimetro di zone individuate secondo
            criteri economici e geografici dalle commissioni censuarie provinciali .
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               Lo scopo di questi enti era, in generale, il miglioramento tecnico ed eco-
            nomico dei territori montani e, a tal fine, avevano il compito di promuovere
            la costituzione di consorzi di prevenzione e consorzi di bonifica montana, ela-
            borare il piano di bonifica montana; costituire aziende speciali per la gestione
            dei boschi e dei pascoli; predisporre e coordinare programmi di investimento
            dei fondi a disposizione dei consorzi dei comuni compresi nel perimetro dei
            bacini imbriferi montani.
               I ‘Consigli di valle’ hanno costituito una rilevante novità istituzionale sia
            perché si configurarono come un nuovo centro di interessi direttamente colle-
            gato alle popolazioni montane, sia perché hanno espresso un primo importante
            passo verso la riorganizzazione ed il riassetto dei poteri locali .
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               Negli anni ’60 la politica italiana fu legata ai concetti di pianificazione e
            programmazione.
               La realizzazione dell’intervento statale in forma pianificata nella vita eco-
            nomica non costituisce un aspetto nuovo nel nostro paese, il cui ordinamento
            già da tempo e nelle materie più diverse, disponeva che l’attività amministra-
            tiva venisse coordinata per mezzo di un disegno organico preventivo (piani di
            bonifica, urbanistici ecc.).
               In quegli anni l’istituto della programmazione presentava un aspetto di no-
            vità nel senso che essa era prevista non solo per il coordinamento d’interventi
            di tipo diverso, in contemplazione di fini d’interesse generale, ma altresì per


            76  La legge 991/1952, in assenza delle Regioni assegnava il compito di definire soggetti, requisiti
               e procedure per la classificazione dei territori montani e dei comprensori di bonifica montana a
               organismi statali quali Commissioni censuarie provinciali e Commissione censuaria nazionale.
               La Commissione centrale classificò i territori essenzialmente su due parametri: uno altimetrico
               e l’altro economico legato al reddito imponibile medio per ettaro.
            77  Francesco Adornato,  La legislazione forestale tra Stato Regioni e CEE, in «Nuovo Diritto
               Agrario», n. 3,1990, pp. 197-237.
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