Page 64 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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64 Una foresta di carte. Materiali per Una gUida agli archivi dell’aMMinistrazione forestale
Da un contributo di Luigi Sturzo, pubblicato in L’Avvenire d’Italia nel
1951 si comprende però come i provvedimenti sino a quel momento adottati
fossero ancora frammentari e insufficienti a risolvere il problema montano:
Non mi piace quello che sta facendo la Cassa per il Mezzogiorno con l’ap-
provare piccoli progettini di pochi milioni qua, altri milioni là, per mettere
su qualche briglia e delle piantagioni. No: occorre aggredire la montagna:
occorre mettere in sesto le zone calancose: occorre canalizzare le acque,
fare dei serbatoi di garanzia, circondare le zone coltivabili con protezioni
arboree adatte; rifare il demanio forestale con criteri di utilità industriale;
dar vita alla montagna oggi che la montagna è stata devastata, abbandonata
e muore.
Pertanto emergeva in maniera sempre più preponderante, anche a seguito
di devastanti alluvioni verificatesi in quegli anni nelle diverse regioni d’Italia,
la necessità di una normativa che migliorasse e integrasse le vigenti leggi (n.
3267/23 e n. 215/33), a base della legislazione montana e forestale, impo-
stando il problema della montagna su capisaldi più aderenti alla realtà di quel
momento.
Era necessario, per far rinascere la montagna, un intervento volto non solo
a rafforzare sempre più la stabilità del suolo ma anche e soprattutto a miglio-
rare l’ambiente di vita sia fisico sia economico dei montanari.
Il nuovo provvedimento, voluto da Amintore Fanfani, superate notevoli
difficoltà di natura giuridica, finanziaria e politica, fu sottoposto al Parlamen-
to: prima al Senato nel maggio 1952 e poi alla Camera dei deputati nel luglio
successivo e infine venne promulgato in data 25 luglio 1952, con il n. 991.
Questa legge segnò una vera trasformazione nei concetti di intervento a fa-
vore della montagna italiana, infatti, le leggi precedenti erano a carattere pret-
tamente silvo-pastorale e davano all’Amministrazione delle foreste il compito
preminente di conservare, migliorare e potenziare il patrimonio forestale dello
Stato. Solo incidentalmente veniva indicata la necessità di convivenza della
coltura silvana con quella agraria di montagna.
L’applicazione delle legge fu affidata all’Amministrazione forestale che
era stata riorganizzata in Amministrazione dell’economia montana e delle
foreste. La diversa denominazione rappresenta non solo un cambiamento di
nome, ma l’indicazione di tutto un programma che rese l’Amministrazione
elemento propulsore e presidio di ogni attività da svolgersi nel campo econo-
mico e sociale delle popolazioni montane .
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Infine allo scopo di far meglio conoscere «la politica e i provvedimenti a
74 Alberto Maria Camaiti, L’Azienda di Stato per le foreste demaniali nella nuova politica fore-
stale e montana, in «L’Italia forestale e montana», 10 (3), 1955, pp. 97-106.

