Page 59 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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ElEmEnti di storia dEll’amministrazionE forEstalE italiana (1822-1980)  59

                 Successivamente con r.d.l. 6 dicembre 1943, n. 16/B (seguito dal decreto
              interministeriale 30 dicembre 1943) venne sciolta la Milizia nazionale fore-
              stale e ripristinato il Corpo reale delle foreste, che ereditava il personale e i
              compiti della Milizia.





              1.5.  Un nuovo ordinamento (1948 - 2004):
                   il Corpo forestale dello Stato



                 Dopo lo sbarco delle truppe alleate in Sicilia nel luglio del 1943, si affermò
              la volontà di ridare vita alle istituzioni liberali prefasciste.
                 Con decreto legislativo luogotenenziale 25 giugno 1944, n. 151, si stabilì
              che: «dopo la liberazione del territorio nazionale, le forme istituzionali saran-
              no scelte dal popolo italiano che a tal fine eleggerà, a suffragio universale di-
              retto e segreto, una Assemblea costituente per deliberare la nuova costituzione
              dello Stato».
                 Si istituirono, in correlazione con questa disposizione, la Consulta nazio-
              nale  e il Ministero della costituente, organi che ebbero un ruolo preminente
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              anche sul riassetto organizzativo dell’Amministrazione forestale e sulle linee
              di indirizzo della politica forestale italiana del dopoguerra.
                 In data 8 ottobre 1945, venne sottoposto alla Commissione agricoltura e
              alimentazione della Consulta nazionale il provvedimento n. 6-bis Disposizioni
              di urgenza per l’ordinamento del Corpo forestale dello Stato.
                 Dalla relazione dello schema del provvedimento,a firma di Giovanni Pal-

              lastrelli (relatore della Commissione agricoltura), si comprende in che condi-
              zioni versasse il personale dell’Amministrazione forestale in quel momento di
              transizione politico-istituzionale:



              62  La Consulta nazionale italiana fu un’assemblea provvisoria, istituita dopo la fine della seconda
                 guerra mondiale con lo scopo di sostituire il regolare Parlamento fino a quando non fosse stato
                 possibile indire regolari elezioni politiche. Convocata dal governo di Ferruccio Parri (la prima
                 riunione si tenne il 25 settembre 1945), fece le veci del Parlamento fino alle elezioni nazionali
                 del 2 giugno 1946 quando vennero eletti i membri dell’Assemblea costituente. La Consulta na-
                 zionale, costituita con decreto legislativo luogotenenziale 5 aprile 1945, n. 146, era un istituto
                 non elettivo con funzione consultiva riguardo ai problemi della Nazione e ai provvedimenti a
                 essa sottoposti dal Governo. La Consulta era suddivisa in dieci commissioni legislative: I Affari
                 esteri, II Affari politici ed amministrativi, III Giustizia, IV Istruzione e belle arti, V Difesa na-
                 zionale, VI Finanze e tesoro, VII Agricoltura ed alimentazione, VIII Industria e commercio, IX
                 Lavoro e previdenza sociale, X Ricostruzione, lavori pubblici e comunicazioni. Alle commis-
                 sioni venivano demandati i provvedimenti per il parere.
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