Page 55 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
P. 55

ElEmEnti di storia dEll’amministrazionE forEstalE italiana (1822-1980)  55

              Regio esercito (art.9) e, con modifica successiva , venne definita come spe-
                                                           52
              cialità della Milizia volontaria per la sicurezza nazionale  (MVSN all’epoca
                                                                  53
              quarta forza armata dello Stato).
                 Tutto ciò comportò che la Milizia forestale dipendesse disciplinarmente dal
              Comando generale della MVSN mentre per l’impiego tecnico e per ragioni
              amministrative dal Ministero dell’economia nazionale .
                                                                54
                 Sul piano tecnico i forestali esercitarono, in generale, una forte azione di
              polizia per la difesa della superficie boschiva, un’intensa opera di sistemazio-
              ne montana e di ampliamento del demanio forestale anche se nella fase di au-
              tarchia voluta dal governo fascista, dovettero curare sempre di più gli aspetti
              produttivi, sia nel regime delle utilizzazioni boschive sia con una maggiore
              attenzione alle colture legnose a rapido accrescimento.
                 Il regolamento  della  Milizia  nazionale  forestale  (r.d. 13 agosto 1926,
              n.1465) modificò completamente anche i criteri di suddivisione territoriale
              istituendo nuove circoscrizioni e uffici:
                 -  ‘Ispettorato generale’ (in seguito assumerà la denominazione di ‘Co-
                   mando legioni’), con sede a Roma, presso il Ministero dell’economia
                   nazionale, retto da un Luogotenente generale e articolato in 5 divisioni
                   e 2 uffici speciali;
                 -  n. 4 ‘Comandi di zona’ retti da un numero imprecisato di consoli ge-
                   nerali, con funzioni ispettive su tutto il territorio di loro giurisdizione
                   (art.14);
                 -  n. 7 ‘Legioni territoriali’ i cui comandi erano tenuti da altrettanti con-
                   soli. Ogni legione poteva comprendere da due a quattro ‘Coorti territo-
                   riali’, non aveva attribuzioni tecniche e poteva corrispondere solo con il
                   comando di zona e con i comandi dipendenti (artt. 15-16);
                 -  n. 22 ‘Coorti territoriali’, rette ciascuna da un primo seniore o da un
                   seniore. Ogni coorte poteva essere suddivisa da due a quattro ‘Centurie’
                   e disimpegnava sia le funzioni disciplinari e amministrative, che le at-
                   tribuzioni tecniche: era il vero ‘nucleo operativo’ della Milizia forestale
                   (artt. 17- 18);
                 -  n. 61 ‘Comandi di Centuria’, controllati ciascuno da un centurione cui
                   spettava il controllo diretto delle operazioni. Ogni centuria a sua volta
                   poteva comprendere da due a quattro ‘Manipoli’, ma era previsto che in
                   alcune località, da stabilire, avessero sede contemporaneamente un co-


              52  Regio decreto legge 29 gennaio 1928, n.162.
              53  La Milizia volontaria per la sicurezza nazionale venne istituita con r.d. 14 gennaio 1923, n. 31.
              54  Trasformato successivamente in Ministero dell’agricoltura e delle foreste con r.d. 12 settembre
                 1929 n.1661.
   50   51   52   53   54   55   56   57   58   59   60