Page 52 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
P. 52

52           Una foresta di carte. Materiali per Una gUida agli archivi dell’aMMinistrazione forestale

                  colo è stato evitato con una legislazione essenzialmente elastica, adattabile
                  alle singole esigenze .
                                    46
               Per il successo della nuova politica forestale dovevano essere tenute in
            debito conto le contingenti condizioni di ambiente fisico, economico e soprat-
            tutto sociale ove quella politica doveva applicarsi.
               L’elemento sociale rappresentò una direttrice importante nella politica del
            Serpieri così come si comprende da un passaggio nel suo libro La politica
            agraria in Italia:
                  La montagna italiana  è popolatissima  e proprio da quei proprietari  che
                  rappresentano  nella  collettività  italiana  uno  degli  elementi  più  preziosi.
                  Assurdo è pensare di cacciarli per far posto ai boschi […]. Quanto più
                  l’agricoltura e la pastorizia, anche in montagna, si renderanno men povere,
                  più redditive, tanto minore si farà la tendenza del montanaro a sostituire il
                  bosco e il pascolo col campo .
                                           47
               In sintesi due furono gli scopi essenziali e prevalenti della legge: quello
            di assicurare la stabilità del terreno e il buon regime delle acque senza limi-
            tazioni di spazio e di qualità dei terreni e quello di favorire l’economia delle
            popolazioni montane e la selvicoltura.
               Il provvedimento cercò di conseguire il primo scopo con due ordini di mez-
            zi: uno prevalentemente giuridico, l’altro prevalentemente amministrativo.
               Quello giuridico, si basava ancora su un istituto a carattere vincolistico
            (atto negativo),‘il vincolo per scopi idrogeologici’, che fu adottato come base
            generale per evitare che i terreni, di qualsiasi natura e destinazione, cioè bo-
            scati o meno, potessero con una utilizzazione non controllata dalla pubblica
            amministrazione, subire denudazioni, perdere la stabilità del suolo o turbare il
            regolare regime delle acque. Gli effetti del vincolo si traducevano nel divieto
            di trasformare i boschi in altra qualità di coltura e della rottura dei terreni saldi,
            nel caso in cui fossero stati soggetti a periodica lavorazione.
               Il vincolo per scopi idrogeologici fu imposto per zona, nel perimetro dei
            singoli bacini fluviali, non fu tenuto in considerazione il criterio adottato dal
            legislatore del 1877, relativo alle località poste sopra il limite superiore del
            castagno. La sua applicazione era indipendente dagli elenchi di vincolo, che
            erano stati redatti sulla base della precedente normativa.
               L’utilizzazione dei terreni vincolati, come in precedenza era soggetta alle


            46  Secondo il Serpieri una legge così elastica aumentava grandemente la delicatezza e responsa-
               bilità d’applicazione, pertanto gli organi chiamati ad applicarla dovevano essere tecnicamente
               preparati, cfr. Arrigo Serpieri, L’Istituto superiore agrario e forestale di Firenze e il Convegno
               della Corporazione forestale a Roma, in «L’Alpe», 5, 1925, pp. 131-138.
            47  Arrigo Serpieri, La nuova legislazione forestale, in «L’Alpe», 10, 1925, pp. 289-303.
   47   48   49   50   51   52   53   54   55   56   57