Page 51 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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ElEmEnti di storia dEll’amministrazionE forEstalE italiana (1822-1980) 51
lazione civile e delle forze armate.
A guerra conclusa, fu necessario intervenire per: riequilibrare la bilancia
commerciale in materia di approvvigionamento di legname dall’estero, liqui-
dare i danni di guerra dei boschi, acquisire una conoscenza delle condizioni
forestali delle nuove province e infine affrontare il problema dell’unificazio-
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ne legislativa in materia di boschi e di difesa dei terreni montani.
Arrigo Serpieri, si rese promotore del tanto atteso rinnovamento legisla-
tivo che rappresentò un decisivo passo in avanti, verso la concezione di una
economia non strettamente silvana ma a più ampio respiro e a vantaggio delle
popolazioni montanare.
Bisogna attendere il 1923 per vedere riunita, coordinata e aggiornata, con
r.d.l. 30 dicembre 1923, n. 3267 e il relativo regolamento (r.d. 16 maggio 1926
n. 1126), la legislazione forestale che fin dal 1882 si era venuta accrescendo di
numerose e disordinate disposizioni che ne rendevano difficile l’applicazione.
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Arrigo Serpieri sottolineò che pur essendo stata fondamentale l’unifi-
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cazione per porre fine alla precedente ‘babilonia legislativa’ era comunque
necessario per il buon successo l’adattamento alle specifiche condizioni dei
luoghi:
Non c’è una Italia forestale; ci sono parecchie Italie forestali, molto diver-
se. Una legge unica può diventare per tutte una camicia di Nesso. Il peri-
per quello della marina e di m 6.350 pel le Amministrazioni delle finanze e dei trasporti. Nella
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zona di guerra furono inoltre somministrati quintali 234 mila di legna da ardere. Le maggiori
utilizzazioni sono state eseguite nelle foreste demaniali di Camaldoli, Vallombrosa, Boscolungo
e Cansiglio trattandosi per lo più di fornire legname di abete». Nel 1917 furono assegnati circa
200.000 m di legname di faggio, castagno, abete, pino proveniente sempre dalle foreste dema-
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niali inalienabili».
43 L’estensione forestale dei nuovi territori (Trentino, Alto Adige, Goriziano, Trieste, Istria, Dal-
mazia) era di ha 1.215.241 e rappresentava la quarta parte della superficie forestale della ‘vec-
chia’ Italia, cfr. Arrigo Serpieri, Notizie sui boschi dell’Italia redenta, in «L’Alpe», 12, 1918, pp.
257-264.
44 I provvedimenti legislativi seguiti sin dal 1882 per correggere i difetti e colmare le lacune della
legge del 1877, rappresentarono delle aggiunte e delle stratificazioni prive di legame e di coor-
dinamento, che ne resero difficile l’applicazione. Inoltre, accanto a questo gruppo di disposizio-
ni un altro si era formato per particolari interessi della Basilicata, della Calabria, della Sardegna
e per la conservazione delle sorgenti del Sele e delle falde del Vesuvio. Infine, per l’annessione
delle nuove Province un altro gruppo di norme aveva accresciuto il materiale legislativo e ali-
mentato le difficoltà dell’Amministrazione forestale. A un bisogno di ordinamento della legi-
slazione italiana s’era aggiunta quindi l’urgenza di provvedere alla unificazione legislativa nelle
terre redente. Con la legge Serpieri furono riformati, coordinati e integrati, circa 51 provvedi-
menti legislativi (leggi, decreti, decreti-legge, decreti-luogotenenziali) per le vecchie province e
27 leggi, ordinanze e notificazioni riguardanti le nuove, cfr. Romualdo Trifone, La nuova legge
forestale, in «L’Alpe», 3, 1924, pp. 65-78.
45 Nel discorso tenuto l’11 settembre 1925 al Congresso forestale di Campobasso.

