Page 46 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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46           Una foresta di carte. Materiali per Una gUida agli archivi dell’aMMinistrazione forestale

            delinearono i principi della successiva politica forestale italiana.

               Nella relazione, Serpieri pose la tesi che:
                  una difesa efficace del bosco, un’estensione della superficie forestale - a tu-
                  tela della montagna e del piano, a incremento della nostra ricchezza idrau-
                  lica - implica una condizione essenziale: cioè tali progressi nell’economia
                  delle popolazioni montane che creino ad esse condizioni di vita meno mi-
                  sere […]. In altri termini: bisogna concepire la riforma forestale non solo
                  come grande problema di difesa dell’integrità del nostro territorio naziona-
                  le […] ma soprattutto come un non meno grande problema di restaurazione
                  dell’economia montana».

               E nei voti conclusivi delineava le seguenti priorità:
                  1) che la politica forestale si informi a criteri di adattamento alle circo-
                  stanze e di gradualità, quali sono suggeriti da una larga comprensione dei
                  bisogni dell’economia montana […]; 2) che all’azione dello Stato a scopi
                  idraulico-forestali si coniuga un’azione di esso volta a promuovere o acce-
                  lerare le trasformazioni più redditizie dell’economia montana […]; 3) che
                  le varie azioni dello Stato relative alla difesa forestale, al riordinamento
                  delle forme di proprietà e di uso, al servizio dei sussidi e del credito per
                  migliorie montane, siano fra loro strettamente coordinate, per aiutarsi e
                  integrarsi a vicenda, e trovino organi di esecuzione preferibilmente locali .
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               Dalle parole del Serpieri, pertanto, emergeva chiaramente che la difesa del
            bosco non poteva risolversi a danno della pastorizia montana e dell’agricoltu-
            ra e che quindi il regime forestale non poteva fare astrazione da tutte le forme
            di utilizzazione dei terreni di montagna e degli interessi delle popolazioni.














               - 46); relazione del prof. Arrigo Serpieri (pp. 46-66).
            34  Arrigo Serpieri a proposito degli organi di esecuzione locali, sosteneva che: «gli Enti locali
               devono dotarsi di organi tecnici, non solo per eseguire piani economici dei boschi, regolamen-
               to d’uso pascoli, progetti di taglio, ma anche per eseguire nella loro proprietà tutti quei miglio-
               ramenti ai quali lo Stato concede cospicui aiuti finanziari, per far osservare piani economici e
               regolamenti ovvero per gestire tecnicamente e razionalmente il loro patrimonio forestale». Rite-
               neva necessari pertanto creare un nuovo istituto la ‘condotta forestale’: «come il Comune ha il
               suo medico condotto, il suo veterinario condotto, abbia anche da solo o consociato con altri il
               suo tecnico forestale, con adeguato personale di sorveglianza che sappia adempiere ai compiti
               sopra accennati», cfr. Arrigo Serpieri, La nuova legislazione forestale, in «L’Alpe», 1925.
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