Page 45 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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ElEmEnti di storia dEll’amministrazionE forEstalE italiana (1822-1980) 45
(sia pure col sussidio dello Stato), equivaleva «a dichiarare i proprietari dei
beni di montagna soggetti a quelli sottostanti», per quanto i primi fossero più
poveri dei secondi; e che l’imposizione del rimboschimento aveva per effetto
di far abbandonare la pastorizia e rinunciare per qualche tempo all’uso delle
proprie terre.
Tale proposta rimase lungamente all’ordine del giorno della Camera e fu
discussa nelle tornate del 27, 29 e 31 marzo 1886; il progetto, però modificato
in alcune parti, approvato dalla Camera non trovò seguito al Senato.
Dopo questo disegno, molte altre proposte di riforma furono presentate
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allo scopo di sopprimere la distinzione relativa alla zona del castagno, rifor-
mare il Comitato forestale, formare nuovi elenchi di vincoli, riformare le di-
sposizioni penali e dell’ordinamento del personale di custodia.
Gli ambienti politici e accademici, mediante congressi, comizi agrari, enti,
istituti scientifici ed economici, continuarono a invocare l’attesa riforma.
Tra tutti i congressi deve essere ricordato il Congresso forestale svoltosi a
Bologna, dal 13 al 16 giugno 1909, che segnò un importante punto di svolta
per la risoluzione della complessa e spinosa questione forestale di quegli anni.
I lavori del Congresso furono ripartiti in cinque sezioni: 1 selvicoltura
a
e pastorizia; 2 sistemazioni montane; 3 industrie forestali; 4 legislazione,
a
a
a
economia e politica montana; 5 ordinamento e compiti dell’Amministrazione
a
e istruzione forestale.
Nel discorso tenuto dall’on.le Luigi Luzzatti e nella relazione presentata
dal prof. Arrigo Serpieri (Economia montana e restaurazione forestale) si
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31 Approfondimenti sulle vicende di queste proposte in Relazione della Commissione parlamenta-
re sul progetto di riforma della legge forestale del 1910 dell’on.le Cermenati, in «L’Alpe», XI,
1913, pag. 180 ss.
32 Arrigo Serpieri (Bologna, 1877 - Firenze, 1960) economista e politico italiano che con la sua
azione rinnovò la politica forestale italiana. Dedicò una parte notevole della sua opera di stu-
dioso e di politico, sia al problema dell’economia montana e forestale sia alle condizioni di vi-
ta, ai movimenti, alle aspirazioni delle masse contadine e in genere alle vicende di quello che
chiamava il ‘mondo rurale’. Nel 1912 è stato incaricato di organizzare e dirigere l’Istituto su-
periore forestale di Firenze. Nel 1919, con Meuccio Ruini e Luigi Sturzo, costituì il Segretaria-
to della montagna di cui né fu il presidente sino al 1935. Nel 1923 fu nominato Sottosegretario
per l’agricoltura nel Ministero dell’economia nazionale, carica che mantenne per circa un anno
e che riassunse nel 1929, con il compito di riorganizzare e dirigere l’opera di bonifica integrale.
Intanto era stato eletto deputato al Parlamento, dove mantenne il mandato sino al 1939, quando
poi fu nominato senatore del Regno. Inoltre è stato presidente dell’Accademia dei Georgofili e
rettore dell’Università di Firenze dal 1937 al 1942, cfr. Mario Tofani, Arrigo Serpieri: maestro
di vita e di scienza, in «L’Italia forestale e montana», 16 (1), 1961, pp. 49-59.
33 In Atti del Congresso forestale italiano Bologna 1909, Volume I, Relazioni e discussioni, Bolo-
gna, Società emiliana “Pro Montibus et Silvis”, 1910. Discorso dell’on.le Luigi Luzzatti (pp. 34

