Page 40 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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40           Una foresta di carte. Materiali per Una gUida agli archivi dell’aMMinistrazione forestale

               Per l’attribuzione dei vincoli, le concessioni dei diritti d’uso, di pascolo, di
            praticarvi colture, e per la tutela dei boschi in genere, fu formata una commis-
            sione provinciale, il Comitato forestale, che sostituì la vecchia figura dell’in-
            tendente.
               Il Comitato forestale era composto dal prefetto (ex intendente), dall’ispet-
            tore forestale, un ingegnere di nomina ministeriale e da tre membri del Consi-
            glio provinciale, nonché da un rappresentante di ogni comune per le questioni
            che gli competevano territorialmente (art. 5).
               Il Comitato doveva seguire e attuare le disposizioni della legge alle condi-
            zioni dei luoghi, interponendosi tra l’interesse pubblico rappresentato tecnica-
            mente dall’ispettore forestale e l’interesse privato dei proprietari, in modo da
            applicare la legge, secondo principi obiettivi.
               Da questa breve descrizione ben si comprende come la legge avesse come
            oggetto pubblico di tutela  la conservazione  del suolo, senza pensare agli
            aspetti economici della produzione forestale, dei suoi stretti legami con altre
            qualità di coltura e, specie in montagna, delle necessità di vita delle popola-
            zioni rurali.
               La difesa forestale e il vincolo vennero considerati, come già evidenzia-
            to, esclusivamente in vista della difesa idrogeologica; si accentuò pertanto
            l’aspetto essenzialmente negativo (ovvero del vincolo), mentre le necessità
            dell’ambiente economico e sociale avrebbero richiesto che l’intervento statale
            si manifestasse principalmente in senso positivo, rivolgendolo soprattutto a
            rimuovere le cause che avevano portato alla distruzione del bosco e, di conse-
            guenza, al dissesto idrogeologico.
               La legge Majorana Catalabiano proponeva un nuovo assetto dell’Ammini-
            strazione forestale: la direzione del settore rimaneva al ministro di agricoltura,
            industria e commercio, coadiuvato da un Consiglio forestale, avente sede nello
            stesso Ministero e comprendente gli ispettori superiori, il capo divisione affari
            forestali, un ispettore in agricoltura, due ingegneri (uno delle miniere e uno del
            genio civile) e due professori (uno in scienze agrarie e uno in diritto civile).
               Dal Ministero e dal Consiglio forestale dipendevano gli uffici locali e peri-
            ferici. L’Amministrazione si divideva in una parte direttiva e una amministra-
            tiva. Alla parte direttiva appartenevano i Comitati forestali costituiti in tutte
            le province, strutturalmente molto simili ai precedenti Comitati di rimboschi-
            mento , ma dalle competenze notevolmente ampliate.
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            23  Per ovviare all’inadeguatezza delle leggi vigenti negli Stati pre-unitari, che disciplinavano prin-
               cipalmente la conservazione della stabilità del suolo e del buon regime delle acque più che l’in-
               cremento del patrimonio boschivo, il Ministero di agricoltura promosse l’emanazione del r. d. 3
               luglio 1872. Con tale atto si chiedeva alle Province, in cambio di sussidi e premi, di collaborare
               alla realizzazione di rimboschimenti. Gli organi che dovevano occuparsi a livello provinciale di
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