Page 43 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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ElEmEnti di storia dEll’amministrazionE forEstalE italiana (1822-1980)  43

                 E’ interessante riportare le considerazioni  espresse in merito da Adolfo
              di Bérenger  (ispettore generale delle foreste), che furono la causa della sua
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              destituzione dalla direzione del Regio istituto forestale di Vallombrosa e del
              pensionamento anticipato nel 1877:
                   Ma l’epoca più triste per me fu iniziata dal Ministro Majorana-Calatabiano.
                   […] Questo progetto (l’attuale legge forestale 20 giugno 1877) è modellato
                   sopra un progetto di legge forestale proposto al Parlamento francese nel
                   1845, che divenne la base delle vigenti Ordinanze imperiali per rimboschi-
                   mento e rimpratamento dei monti isteriliti della Francia del 28 luglio 1860
                   ed 8 giugno 1864. La differenza, che passa tra la legge francese e l’italiana
                   sta in questo:
                   1° che Napoleone III ha accordato quindici milioni di lire per l’esecuzione
                   della sua legge. L’Italia nulla, o quasi nulla, avendo invece fatto appello al
                   patriottismo degli italiani; volendo che questi piantino boschi o facciano
                   pascoli, dove parerà e piacerà ai Comitati a loro spese !!
                   2° che l’ordinanze suddette sono leggi provvisorie, ed in certo modo ad-
                   dizionali al vigente Codice forestale francese. La legge italiana ha invece
                   supplantate tutte le leggi forestali (buone o cattive) d’Italia, e non si appog-
                   gia che a se stessa, e non ha che il titolo di legge forestale; perché col fatto
                   è una legge idraulica di nessun merito.
                   3° che la Francia ne affidò l’esecuzione alla sua Amministrazione forestale
                   ottimamente organizzata; l’Italia invece ha disorganizzata la sua Ammini-
                   strazione forestale ed affidato l’esecuzione della legge 20 giugno 1877 ai
                   Comitati forestali, composti, meno l’Ispettore di Riparto, di persone non
                   forestali. Per tutto ciò, e per molti altri difetti, la nuova legge forestale ita-
                   liana può dirsi una perfettissima utopia [...] .
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              28  Adolfo di Bérenger (Edenau nei pressi di Monaco di Baviera, 1815 - Roma, 1895), fondatore
                 della selvicoltura italiana. Intraprese i primi studi a Monaco di Baviera, conseguendo la lau-
                 rea in filosofia a Vienna, successivamente spinto da grande interesse per le scienze naturali fre-
                 quentò l’accademia forestale di Mariabrunn (Vienna, Austria). Solo dopo si trasferì in Italia, nel
                 Lombardo-Veneto, ancora parte integrante dell’Impero austro ungarico, dove prestò per 25 anni
                 servizio nell’Amministrazione forestale austriaca. In questo periodo, mentre svolgeva servizio
                 in Cadore, dette inizio alla sua più importante opera l’Archeologia forestale, che lo rese famo-
                 so tra i forestali contemporanei in Italia e all’estero. Divenne cittadino italiano solo nel 1866,
                 quando fu nominato ispettore generale delle foreste e fu chiamato a Firenze, capitale tempora-
                 nea del Regno, presso il Ministero dell’agricoltura. Grazie a tale incarico riuscì a promuovere
                 tutta una serie di attività volte alla fondazione di una scuola forestale italiana per la formazione
                 di tecnici in grado di governare e gestire le foreste italiane. Per tale motivo è considerato uno
                 dei promotori dell’istruzione forestale in Italia.
              29  Di Bérenger a Marsh, 4 dicembre 1878, The George Perkins Marsh Papers, Bailey/Howe Li-
                 brary, University of Vermont, Burlington, U.S.A..
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