Page 44 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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44           Una foresta di carte. Materiali per Una gUida agli archivi dell’aMMinistrazione forestale

               Il  Di  Bérenger  -  così  come  elaborato  nella  sua  Idea di legge forestale
            (1863)  - riteneva che il fine da perseguire fosse quello di costituire un esteso
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            patrimonio di fustaie, da gestire con criteri di produttività economica, realiz-
            zando grandi opere di rimboschimento o miglioramento delle foreste esistenti,
            maggiormente significative per estensione, potenzialità produttiva e influenza
            positiva sull’assetto del territorio, del clima locale e della difesa nazionale.
               Obiettivi che si discostavano nettamente da quelli perseguiti dalla norma-
            tiva del 1877, che Di Bérenger faceva rientrare nella categoria delle «leggi di
            polizia rivolte alla conservazione dei beni incolti e come tali istituzioni barba-
            re, opposte al progresso civile, all’industria ed all’agricoltura», dove predomi-
            nava l’aspetto essenzialmente negativo (il vincolo), senza tener conto dell’im-
            portanza anche della buona coltivazione delle foreste necessaria, appunto, per
            lo sviluppo dell’ambiente economico e sociale.
               Molte delle osservazioni esposte dal Di Bérenger furono condivise dall’am-
            biente politico del suo tempo e a partire dal 1882 si iniziarono ad avanzare
            proposte per la riforma della legge forestale.
               Nella seduta della Camera del 2 dicembre 1882 il ministro di agricoltura
            Domenico Berti presentò un disegno di legge dal titolo Disposizioni intese a
            promuovere i rimboschimenti.
               Giovanni Giolitti, nominato relatore della Commissione sulla proposta di
            legge, nella sua relazione presentata in data 26 febbraio 1884, dimostrò la
            necessità dei rimboschimenti e l’insufficienza delle leggi vigenti. Per rendere
            efficace il lavoro di rimboschimento osservò che occorreva correggere alcune
            disposizioni sulla legge vigente, che era stata «la risultante fra tendenze tra
            loro opposte» e cioè «la transazione fra coloro che volevano, in materia fore-
            stale un’assoluta libertà e coloro i quali credevano doversi tenere gran conto
            del pubblico interesse che richiede la conservazione dei boschi, e quindi riuscì
            un’accozzaglia di disposizioni o troppo restrittive o troppo ampie».
               Per cui proponeva: l’esecuzione dal vincolo dei pascoli di montagna ri-
            tenuti saldi e che non presentavano i pericoli di dissesto idrogeologico, la
            trasformazione del Comitato forestale in un soggetto più tecnico che politico
            (introdurre un rappresentante del Comizio agrario invece di quello del Comu-
            ne), il carico allo Stato e alla Provincia delle spese del personale di custodia, la
            trascrizione degli elenchi di vincolo nei registri ipotecari e nei catasti.
               Ciò che interessa rilevare è che la Commissione poneva alla pari boschi
            e pascoli, perché considerava la pastorizia non meno importante della selvi-
            coltura; e faceva notare che un’espropriazione dei terreni da rimboschire e il
            rimboschimento stesso a spese dei proprietari, da soli o riuniti in consorzio


            30  Adolfo di Bérenger, Idea di legge forestale, Venezia, Stabilimenti tipo-litografici di G. Longo,
               1863.
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