Page 50 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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50           Una foresta di carte. Materiali per Una gUida agli archivi dell’aMMinistrazione forestale

            1.3.1. Il vincolo idrogeologico e la questione rurale

               Nonostante questi nuovi indirizzi della politica forestale italiana, le colti-
            vazioni venivano sempre considerate aprioristicamente, come il concorrente
            più pericoloso del bosco e come la minaccia più seria per la stabilità del terre-
            no, mentre la legge del 1877, con le sue disposizioni restrittive, era sempre in
            vigore, pertanto le condizioni di vita delle popolazioni montanare rimanevano
            insufficienti ai bisogni e in uno stato primitivo, mentre d’altro canto, l’econo-
            mia italiana da esclusivamente agricola andava trasformandosi a grandi passi
            in agricolo-industriale .
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               Si ricorda che già, nel marzo del 1910, al momento della discussione del
            disegno di legge Luzzatti, la Camera aveva espresso la necessità di modificare
            la legge Majorana-Catalabiano:
                  si confida che il Governo presenterà, nel più breve tempo possibile, l’an-
                  nunciato progetto di riforma della legge forestale, specialmente per ciò che
                  riguarda l’istituto del vincolo, che bisogna urgentemente trasformare se-
                  condo i risultati dell’esperimento e i dettami della scienza.

               Nella seduta del 30 novembre 1910, Giovanni Raineri , presentò alla Ca-
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            mera un progetto di riforma, informato a quella più «realistica comprensione
            dei bisogni della montagna», che però non venne approvato per la fine della
            legislatura.
               Nei Congressi forestali, di Torino del 1911 e di Napoli del 1914 furono
            rinnovati i voti per affrontare l’annoso e complesso problema della legisla-
            zione forestale, ma nessun provvedimento legislativo fu emanato a causa del
            sopraggiungere della guerra, che impedì la discussione e l’approvazione di
            normative organiche e favorì la promulgazione di leggi frammentarie per sin-
            gole finalità, con effetto immediato e temporaneo.
               Durante il periodo bellico, ingenti furono i danni e massive le utilizzazio-
            ni  del patrimonio boschivo nazionale per far fronte alle esigenze della popo-
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            40  Salvatore Muzzi, Dalla legge forestale del 1877 alle odierne direttive di economia montana, in
               «L’Italia forestale e montana», nov-dic, 1955, pp. 262-270.
            41  Giovanni Raineri (Borgo San Donnino, 1858 - Roma, 1944) nel 1910, con il governo Luzzatti,
               divenne Ministro dell’agricoltura, industria e commercio.
            42  Antonio Sansone, direttore generale delle foreste, riferisce, nell’articolo L’Amministrazione
               forestale e i bisogni della guerra pubblicato sulla rivista «L’Alpe», 1917, i dati relativi ai quan-
               titativi di legname prelevato dalle foreste demaniali, che permette di ben comprendere l’entità
               delle utilizzazioni boschive avvenute nel periodo 1915 -1917: «Nel 1915 furono somministrati
               al Ministero della marina m 6400 di legname lavorato e m  4000 di legname tondo; ed al Min-
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               istero della guerra m  23.800 di legname tondo e quintali 525 mila di legna da ardere. Nel 1916
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               le esigenze aumentarono, in proporzione diretta delle difficoltà di importazione, ed il contingen-
               te delle foreste demaniali inalienabili fu di m  154.000 pel Ministero della guerra, di m  11.480
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