Page 54 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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54           Una foresta di carte. Materiali per Una gUida agli archivi dell’aMMinistrazione forestale

            del lungo processo iniziato con le antiche ‘bandite’ e i ‘terreni appesi’ previ-
            sti nelle legislazioni pre-unitarie . Rimarrà anche un punto fermo nelle leggi
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            forestali che si susseguiranno negli anni, fino alle recenti leggi quadro, con
            cui molte Regioni hanno inteso riordinare e completare la normativa di una
            materia trasferita alle loro competenze. Anche l’attuale legislazione nazionale
            e regionale afferente a settori contigui e spesso integrati con quello delle fo-
            reste fa riferimento al vincolo della legge del ’23: così è per la normativa che
            riguarda la bonifica integrale o montana, lo sviluppo della montagna, la difesa
            del suolo e persino l’urbanistica e le aree protette.


            1.4.  La riforma organica (1926-1943):
                  la Milizia nazionale forestale


               Completato il lavoro legislativo finalizzato alla riforma della politica fo-
            restale, si poneva la necessità di creare organi per l’applicazione delle nuove
            disposizioni.
               Nel 1926, su proposta del ministro Belluzzo, con r.d. 16 maggio 1926,
            n.1066, il Corpo reale forestale venne trasformato nella Milizia nazionale fo-
            restale (d’ora in poi MNF).
               Miliani, deputato del Parlamento fascista, in merito esprimeva:
                  la formazione di questo nuovo Corpo, che verrà notevolmente rafforza-
                  to e assumerà un nuovo ordinamento a tipo militare, deve gradualmente
                  raggiungere una completa unificazione dei servizi diretti alla custodia dei
                  boschi ed assorbire le guardie boschive e quelle campestri dipendenti dai
                  comuni e da altri enti locali, e giovi altresì a imporre il rispetto delle leggi
                  riguardanti la caccia e la pesca lacuale e fluviale .
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               Alla MNF, pertanto non fu affidato solo il compito di sorvegliare il patri-
            monio boschivo, ma anche di far rispettare i regolamenti inerenti la pesca, la
            caccia, i Regi tratturi e trazzere e inoltre gli fu assegnato il servizio di custodia
            dei boschi comunali.
               Come Corpo armato dello Stato (art.1), la Milizia era soggetta alle leggi del


            50  Si ricorda che per garantire la difesa idrogeologica venivano imposte delle restrizioni d’uso dei
               terreni indicati in appositi elenchi, come ad esempio i terreni ‘banditi’ in Piemonte, oppure in
               terreni topograficamente individuati, come limitrofi alle strade maestre o in prossimità dei vil-
               laggi nel Ducato di Modena oppure in vicinanza dei fiumi nel Ducato di Lucca, oppure, ancora
               nei terreni indicati per tipologie generali: in pendio, sulle vette, lungo i crinali e i corsi d’acqua
               (come avveniva in Lombardia, nel Ducato di Parma o nelle ‘terre appese’ del Regno di Napoli).
            51  Gian Battista Miliani, Linee direttrici della politica forestale, «L’Alpe», 7, 1926, pp. 209-223.
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