Page 67 - Una foresta di carte - Materiali per una guida agli archivi dell’Amministrazione Forestale
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ElEmEnti di storia dEll’amministrazionE forEstalE italiana (1822-1980)  67

              l’attuazione d’interventi, per l’espletazione dei quali era necessaria la libera
              manifestazione della volontà dei privati, intesa ad ottenere l’aiuto dello Stato.
                 E’ in questa prospettiva che s’inseriscono i Piani di sviluppo agricolo (la
              legge 2 giugno 1961, n. 454 e la legge 27 ottobre 1966, n. 910), noti come pia-
              ni verdi. La felicità di sintesi di queste due parole esprime il contenuto intero
              dello spirito delle leggi: la programmazione e l’oggetto, l’ambiente sociale
              legato all’agricoltura.
                 Entrambi i piani concentrarono le loro azioni su tre tipologie di interventi:
              sul territorio, sul capitale fondiario e sul capitale di esercizio.
                 Il contenuto fondamentale dei piani era strettamente ancorato all’agricoltura
              e solo marginalmente disciplinavano la selvicoltura, ma nonostante ciò, contri-
              buirono comunque a potenziare la sperimentazione forestale ai fini applicativi
              e ad accentuare la costituzione di rimboschimenti a totale carico dello Stato.



              1.5.2. I boschi e le foreste tra lo Stato e le Regioni


                 Nel 1970, con l’elezione dei Consigli delle Regioni a statuto ordinario (leg-
              ge 16 maggio n. 281 ), questi enti entrarono nelle storia istituzionale italiana,
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              avviando anche una grande trasformazione in materia di politica forestale.
                 A completare la prima fase del regionalismo italiano intervenne la delega
              per la definizione delle funzioni, degli uffici e del personale da trasferire ai
              nuovi enti. Il Governo, era delegato a emanare, entro 2 anni, decreti legge, per
              regolare il passaggio alle Regioni delle funzioni previste dall’art. 117 della
              Costituzione oltre che del relativo personale statale.
                 La legge 281, in materia di boschi e foreste, stabiliva il trasferimento alle
              Regioni delle funzioni esercitate (a norma del decreto legislativo n. 804/1948)
              dal Corpo forestale dello Stato e del relativo personale. Si aprì un acceso di-
              battito all’interno del personale forestale, sulle alternative della conservazione
              della unitarietà del CFS a livello nazionale o del suo passaggio alle Regioni.
                 Alla vigilia dell’approvazione dei decreti delegati , avvenuti nel gennaio
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              del 1972, la maggioranza del personale forestale si pronunciò per conservare
              la struttura unitaria e nazionale del Corpo.

              78  Legge 16 maggio 1970 n. 281 Provvedimenti finanziari per l’attuazione delle Regioni a statuto
                 ordinario, c.d. legge finanziaria per le regioni a statuto ordinario.
              79  I decreti delegati, undici in tutto, vennero emanati, i primi sei il 14 gennaio 1972, gli altri cinque
                 il 15 gennaio dello stesso anno. Essi trasferivano alle Regioni le funzioni amministrative nelle
                 seguenti materie: circoscrizioni comunali e polizia locale; acque minerali, cave e torbiere; as-
                 sistenza scolastica, musei e biblioteche; assistenza sanitaria ed ospedaliera; trasporti; turismo ed
                 industria alberghiera; fiere e mercati; urbanistica, viabilità ed espropriazione; beneficenza pub-
                 blica; istruzione artigiana e professionale; agricoltura, caccia e pesca.
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