Page 22 - Ventimila anni sotto i mari - L'epopea dell'uomo nel continente azzurro
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1.4.  Antesignani aeratori


                Se  i sommozzatori Assiri  respiravano  dall'otre l'aria com-
              pressa dall'acqua per mezzo di un boccaglio -il più volte men-
              zionato cannello, l'idea che, costruendolo molto più lungo e fa-
              cendolo fuoriuscire dalla superficie dell'acqua così che, stando
              immersi, fosse possibile respirare a tempo indeterminato, non
              dovette  richiedere  gestazioni  prolungate,  se  non  addirittura
              anticipare l'impiego degli otri come riserva d'aria. Una canna
              forata, uno stelo svuotato o, persino, un osso lungo tenuti ben
              aderenti alle labbra mentre si restava sott'acqua, erano perfet-
              tamente in grado di assolvere tale funzione, divenendo pertan-
              to dei rudimentali aeratori o, con definizione oggi più adottata,
              degli snorkel. Aristotele (384-322 a.C.), ovviamente, menziona
              l'esistenza di un aeratore di quel tipo, usato dai coevi subacquei
              per respirare durante le immersioni a piccola profondità, e lo
              paragonò alla proboscide dell'elefante con queste parole:

                D'altra parte,  quale che sia la grandezza della probosci-
                de,  non è per l'elefante meno necessaria alla vita sulla
                terra o sott'acqua.  In/atti i sommozzatori utilizzano al-
                cune volte degli strumenti per respirare e poter restare
                lungo  tempo  sul fondo  del  mare,  aspirando  l'aria  per
                loro tramite,  nella stessa maniera che la natura ha dato
                in così grande dimensione al naso dell'elefante,  per un
                impiego analogo.  Quando gli elefanti vogliono cammi-
                nare nell'acqua, lo alzano fuori dalla stessa,  e respirano
                                                                        Che poi Scilla fosse realmente un incursore subacqueo
                cosz:· il tubo dell'elefante,  come detto,  è il loro naso.  13
                                                                     operante realmente al di sotto della  superficie del mare e
                                                                     non in semplice affioramento col favore  delle tenebre, lo
                Che l'impiego di antesignani snorkel già  dal V sec.  a.C.
                                                                     testimonia  il  suo  dettagliato  profilo !asciatoci da  Erodo-
              fosse diffuso tra i subacquei, e in particolare tra quelli che
                                                                     to che, tuttavia, non solo ne mette in dubbio la veridicità
              oggi definiremmo incursori, lo confermano le tante menzio-
                                                                     dell'impresa ma si  astiene dal riferire la prestazione forse
              ni e i tanti riferimenti ad azioni di sabotaggio sottomarino.
                                                                     più in1portante sotto il profilo militare, in questi termini:
              Nel480 a.C., ad esempio, presso il promontorio dell'Arte-
              misia un  certo Scillo di Scione, che andrebbe considerato
                                                                       Durante tale operazione Scilla di Scione (era  il miglior
              un  uomo rana ateniese, riuscì a tranciare le corde delle an-
                                                                        sommozzatore  di  allora,  arruolato  fra  le  loro  truppe
              core della flotta  persiana costringendo di lì a poco a sosti-
                                                                        [persiane]  e nel naufragio  del  Pelio  aveva  salvato  ai
              tuirle con catene. n sabotaggio sembrerebbe insignilicante,
                                                                        Persiani molte ricchezze e di molte si era personalmente
              ma per le  navi  dell'epoca spesso  si  trasformava  presto in
                                                                       appropriato) aveva intenzione,  già da  tempo di passare
              collisione con le altre unità adiacenti, premessa non di rado
                                                                       ai Grecz;  ma  non  ne aveva avuto  mai occasione fino  a
              di danni irreparabili e affondamenti. Plinio ricorda l' episo-
                                                                       quel momento.  In  che  modo  sia  poi giunto /ra  i Gre-
              dio indirettamente affermando che il pittore:
                                                                        ci non  sono  in  grado  di  dirlo  con  certezza,- ma  sareb-
                                                                        be stupefacente se /asse vero ciò  che si racconta  e cioè
                Androbio, dipinse Scilla che taglia le ancore della flotta
                persiana.  14                                           che si sia tuffato in mare ad A/ete, per rz'emergere solo
                                                                       all'Artemisia,  dopo aver attraversato sott' acqua qualco-
                                                                        sa come ottanta stadi [circa 15 km]Y
              13   Da ARISTOTELE, De partibus animalium, lib. Il, 16
              14   Da G. PLINIO SECONDO, Naturalis Historia,  lib. XXXV, 40, 139.   15   ERODOTO, Le Storie, lib. VIII, 8.




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