Page 36 - 79 D.C. Rotta su Pompei - La prima operazione di protezione civile
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che pilae. Inoltre la Punta di Pennata e la
                                                                                       Punta Scarparella sono state traforate, così
                                                                                       che le si può attraversare in barca. Scopo
                                                                                       di queste opere, evidentemente, era quello
                                                                                       di evitare l’insabbiamento del porto.
                                                                                         Le sponde del bacino esterno del porto
                                                                                       sono per la maggior parte rocciose e sco­
                                                                                       scese, e solo a sud­ovest, nel luogo detto
                                                                                       «Chiaiolella», le imbarcazioni possono
                                                                                       essere tirate a secco. Il Mare Morto in­
                                                                                       vece ha rive del tutto piatte, e non può
                                                                                       esservi alcun dubbio che qui essenzial­
                                                                                       mente stava alla fonda la flotta da guerra
                                                                                       romana. Infatti intorno al Mare Morto
                                                                                       dovevano essere ancora visibili resti di
                                                                                       edifici facenti parte di arsenali e magaz­
                                                                                       zini...” .
                                                                                             18
                                                                                         Attualmente quasi nulla è rimasto ad
                                                                                       indicare tante costruzioni e tanta attivi-
                                                                                       tà. In particolare: “...degli impianti por­
                                                                                       tuali misenati poco resta: dove è oggi il
                                                                                       ponte in muratura che scavalca il canale
                                                                                       tra la rada e il Maremorto era un ponte di
                                                                                       legno costruito da Augusto e restaurato
                                                                                       nel 159 d.C. Il bacino interno del Mare­
                                                                                       morto, poco profondo, sulla cui costa do­
                                                                                       vevano essere sistemati i cantieri navali,
                                                                                       era utilizzato come bacino di allestimento
               Non era così nell’antichità quando il Mare Morto comunicava   e di riparazione delle navi; la rada esterna divisa in due spec­
               con il bacino esterno trami te una larga apertura. Un ponte di   chi d’acqua dalla punta della Sterparella, costituiva invece il
               legno (pons ligneus) occu pava il posto dell’attuale diga e assi­  vero e proprio porto, il cui imbocco, tra punta Pennata e pun­
               curava il collega mento tra Misenum e Baiae.            ta Terone, era ristretto da due linee di moli formati da arcate
                 Per trasformare l’insenatura di Misenum in un porto militare,   su piloni; della doppia fila di pilae antistanti punta Terone
               la prima condizione era la chiusura dell’accesso. Pertanto Agrip­  se ne vede solo una, e nessuna più di quelle di punta della
               pa fece costruire due moli che partivano dalle rive del porto, la   Pennata... Degli arsenali e delle caserme... non restano tracce,
               settentrionale e la meridionale. Il molo meridionale è il più lun­  e abbiamo per il resto solo resti sparsi, riferibili per lo più a
               go; esso consta di due serie di pilae disposte secondo il modello   ville; quelli sulla punta della Sterparella potrebbero apparte­
               puteolano, in modo che le pilae della prima fila corrispondano   nere alla residen za del prefetto della flotta, da dove Plinio il
               agli intercolunni della seconda. La lunghezza dell’intera costru­  Giovane osservò l’eruzione vesuviana del 79 a.C.
               zione è di circa 180 m, ma le ultime pilae, verso la punta della   Nel nome della spiaggia di Miniscola si conserva il ricor­
               Pennata, probabilmente sono andate distrutte; nell’antichità   do della militum schola, il campo d’esercitazione, ricordata
               il varco d’accesso era più stretto. Le arcate che indubbiamente   come schola armaturarum in una iscrizione del IV sec. d.C.
               un tempo collegavano le pilae sono completamente distrutte e   ivi rinvenuta.” 19
               gli stessi pilastri sono interamente sprofondati sott’acqua, tanto
               da far appena affiorare la loro estremità superiore, contro cui le   18  Da J. bELoCH, Campania..., cit., p. 225.
               onde vanno ad infrangersi. In ogni pila si vedono gli anelli per   19  Da S. dE Caro, a. GrECo, Campania, Bari 1981, p. 67.
               l’ormeggio delle imbarcazioni.
                 Molto più piccolo è il secondo molo che dalla penisola di   In alto: planimentria storica di Miseno da Beloch.
               Pennata va verso sud; esso consta soltanto di una fila di po­  Nella pagina a fianco: uno dei trafori scavati in Punta Pennata.





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