Page 193 - Airpower in 20th Century - Doctrines and Employment
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una storia inCompiuta. potere aereo e dottrina d’impiego in italia dal 1923 ad oggi
Caccia Fiat C.R.42.
obiettivi senza alcuna relazione tra gli effetti desiderati e il carico bellico dei veli-
voli impiegati, in aperta violazione del principio della massa e con una incertezza di
fondo sulla portata che queste operazioni avrebbero dovuto avere. Considerazioni
analoghe possono farsi sul ruolo dell’aviazione d’assalto, vista da un lato come lo
strumento ideale per colpire obiettivi puntiformi, quali ponti e centrali elettriche,
dall’altro come una soluzione da utilizzare soltanto in casi particolari per i rischi as-
sociati all’attacco a volo rasente e le caratteristiche delle macchine, frutto di un com-
promesso tra le prestazioni richieste a un caccia e quelle proprie di un bombardiere.
Il suo impiego non rappresentava quindi una reale alternativa al bombardamento,
anche questo peraltro utilizzato in modo poco razionale per la tendenza a colpire
simultaneamente più obiettivi invece di martellarne uno solo fino a neutralizzarlo
completamente. L’intervento sul campo di battaglia, in appoggio alle forze terre-
stri, era infine limitato a specifiche situazioni, per concorrere allo sfruttamento del
successo o, in caso contrario, per contenere la progressione delle forze avversarie,
senza tuttavia disporre di un “sistema” di mezzi e procedure idoneo ad assicurare una
effettiva integrazione aria-suolo.
La visione “douhettiana”, ad onta delle dichiarazioni ufficiali e delle afferma-
zioni finalizzate a ribadire l’autonomia e l’indipendenza della Regia Aeronautica,
rimase sullo sfondo anche durante le grandi manovre del 1934, le più importanti del
dopoguerra in quanto organizzate per dare una dimostrazione del grado di efficienza
raggiunto dell’esercito dell’Italia fascista in poco più di un decennio. Concepite in
una dimensione aeroterrestre, si svolsero nella seconda metà di agosto al confine tra

