Page 202 - Airpower in 20th Century - Doctrines and Employment
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UAV Predator
L’aerocooperazione continuava a essere definita una possibilità eventuale, e sol-
tanto a conflitto inoltrato fu fatto il tentativo di codificarne in una circolare criteri
e procedure in risposta alle sempre più pressanti esigenze che venivano dal fronte,
riproponendo lezioni già apprese e poi accantonate:
La guerra odierna pone in primo piano la cooperazione tra le forze terrestri ed aeree,
attraverso la quale:
- si realizza nella battaglia un massimo di capacità offensiva e difensiva,
- si assicura alla manovra la continuità e l’estensione necessarie per ottenere risultati
decisivi. 18
L’aeronautica era chiamata a colpire gli elementi della forza nemica in atto, in
potenza o in formazione entro i limiti individuati dalla distanza di sicurezza dalle
truppe amiche e dal raggio d’azione dei velivoli, con la precisazione che la priorità
doveva essere data a quegli obiettivi che potevano avere effetti immediati o quasi
sull’efficienza delle grandi unità avversarie impegnate in combattimento o in riserva.
I criteri generali di impiego erano individuati nella tempestività dell’intervento, nella
sua sincronizzazione con l’azione delle forze di terra e nella sua aderenza, intesa
non solo come capacità di agire a distanza di sicurezza ma anche come prontezza ad
adeguarsi ai mutevoli sviluppi delle operazioni in atto. Non meno importante era la
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Stato Maggiore Regio Esercito, Ufficio addestramento, Stato Maggiore Regia Aeronautica, IV Re-
parto, Circolare n. 1000/A, L’aviazione nella battaglia terrestre, maggio 1943.

