Page 21 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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INTRODUZIONE AI  LAVORI  DEL  PRESIDENTE                                  7

          naufragato  sul mare a Trafalgar,  quando l'Inghilterra si  trova  avvantaggiata  do-
          vunque.  Il dominio mondiale britannico a  metà del XIX secolo ha un contenuto
          prevalentemente economico  e come  strumento,  il Potere Marittimo.
               La  nostra attenzione si  fermerà poi sull'apertura del Canale di Suez quando
          nel Mediterraneo,  divenuto la  più breve ed economica via  di  comunicazione tra
          l'Adantico e l'Oceano Indiano, ha inizio una nuova fase di intensificazione dei traffici
          marittimi. In questo periodo solo l'inghilterra, al culmine del suo splendore nava-
          le, ha la piena capacità di approfittare di questa favolosa  opportunità, riuscendo
          a presidiare l'intero tracciato, grazie alle sue flotte ed alle roccaforti di Gibilterra,
          Malta e Aden.  Alla metà del XIX esamineremo anche il rapido movimento di ci-
          composizione nazionale italiana e il successivo inserimento di questa nuova poten-
          za  negli  equilibri  mediterranei.
               Numerosi interventi riguarderanno poi i conflitti più recenti quando il Medi-
          terraneo nella Prima Guerra Mondiale è teatro di due guerre distinte: una al traffi-
          co nel bacino occidentale e centrale ed una locale in Adriatico. Non vi è in questo
          mare una estrinsecazion~ completa del Potere Marittimo, se si eccettua l'episodio
          del salvataggio dell'esercito Serbo tra il 1915 ed il1916. Successivamente la mag-
          gior parte degli interventi riguarderà la Seconda Guerra Mondiale dove si  assiste
          in Mediterraneo, e con anche maggiore evidenza negli  oceani, alla evoluzione del
          Potere Navale e  Marittimo.
               Ma il tema del Convegno è anche di grande attualità. Le realtà politiche, stra-
          tegiche ed economiche, emerse dopo quarant'anni di  "G~erra Fredda", pongono
          ora nuove e precise responsabilità alle nazioni sia individualmente sia nell'ambito
          di  alleanze e di  comunità.  Oggi  come ieri però chi  controlla il mare e le  sue vie
          di comunicazione gioca un ruolo decisivo su tutti gli scenari mondiali. Un esempio
          recente è fornito  dalla  Guerra del Golfo.  Benché agevolato  da  fattori  particolar-
          mente favorevoli - vicinanza di basi amiche da cui operare, disponibilità di com-
          bustibili in loco, indisponibilità avversaria di unità navali di superficie e sommergibili
          - il controllo delle linee di  comunicazione marittime è stato determinante per il
          successo  delle operazioni.  La  quantità di materiali  di  supporto  necessari  ha  rag-
          giunto proporzioni tali che sarebbe stato assai difficile il trasporto, se non via mare.
               Un ulteriore recente esempio di utilizzo del Potere Marittimo, applicato ad
          operazioni per il mantenimento della pace in un'area assai vicino a  noi, è sicura-
          mente quello  delle operazioni in Bosnia,  ove la  maggior parte delle truppe e dei
           rifornimenti, è stata trasportata via mare grazie al fatto che l'Adriatico è stato sem-
          pre totalmente  controllato  dalle  Forze  Alleate.
               Il Mediterraneo rimane oggi un'area importantissima per il trasporto maritti-
          mo, soprattutto per quanto  riguarda le rotte petrolifere che seguono le  direttrici
          Est-Ovest e Sud-Nord. Il petrolio arriva dalla Siria, dall'Egitto, dalla Libia, dall'Al-
          geria, dall'Arabia Sa udita, dagli Emirati del Golfo e dall'Iran. Anche se il termina-
          le turco di Yumurtalik, che trasporta il grezzo dell'Iraq è chiuso dal 1990 per le
          sanzioni dell'O.N.U., la funzione del Mediterraneo come via di transito è destinata
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