Page 26 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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               Al volgere del nuovo Millennio, tuttavia,  questo fenomeno,  dettato dalla  ne-
           cessità  della  confrontazione bipolare,  non  è più automatico  né  obbligato.
               Si apre così una diaspora concettuale prodotta dalla fine delle ideologie con-
           trapposte e dal ritorno di schemi politici precedenti, fra  i quali quelli che tengono
           conto della spazialità e della storia, oltre che della  cultura dei luoghi e dei tempi.
               In  questa  chiave  di  lettura è possibile analizzare  oggi  con  maggiore  libertà
           intellettuale che nel passato la  "Sicurezza" dell·Europa e in particolare quella dei
           bacini .marittimi chiusi, come quello  .. settentrionale (Mar Baltico) e quello meridio-
           nale (Mar Mediterraneo, con le appendici del Mar Nero, del Mar Rosso, e del Gol-
           fo  Persico).
               I bacini interni- questo è un principio generale- sono dominati dalla conti-
           nentalità (e/o peninsularità) delle terre che li cicondano. La loro "autonomia'· ma-
           rittima è molto inferiore a quella degli Oceani che invece impongono le loro regole
           agli attori rivieraschi condizionandone la politica internazionale. Il destino dei ba-
           cini ristretti è invece determinato dall'equilibrio politico di chi si affaccia sulle loro
           sponde.
               Il  Mediterraneo è un bacino di confine fra due culture e civilizzazioni.  Esso
           è nettamente diviso in senso latitudinale, malgrado le fuorvianti apparenze di affi-
           nità,  fra  una  sponda Nord e una  sponda Sud.
               Le due sponde sono radicalmente diverse e contrapposte, storicamente, cultu-
           ralmente,  etnicamente  e  religiosamente.
               L'unica zona del Mediterraneo in cui le due culture si incontrano è quella bal-
           canica che,  non a caso, è stata per secoli un'area di conflitto permanente, oggetto
           delle·maggiori ambizioni di influenza e di egemonia, delle Grandi Potenze dell'a-
           rea  che si  s~vrappongono alla  naturale  conflittualità dei  popoli  che  le  abitano.
               Il Mediterraneo, quindi, può garantirsi la sicurezza dopo la fine della Guerra
           Fredda, stabilendo un sistema di relazioni  ~~multi-layer" (a più strati), basato anzi-
           tutto sulla sicurezza europea e poi atlantica, ampliando verso Est le garanzie e la
           protezione della sicurezza europea e atlantica ad altri attori (o gruppi di  attori),
           gradualmente e alle condizioni di crescita equilibrata e di sviluppo delle regole del-
           la  democrazia  formale  e  del libero  mercato.
               Qualora questo  processo  di  relativa  interdipendenza,  e  forse  anche  di  vera
           e propria integrazione, dovesse funzionare appieno, sarebbe necessario mantenere
           la  distanza fra  Nord e Sud attraverso il consolidamento di  quella immaginaria li-
           nea di demarcazione che da Gibilterra alle Baleari, a Malta, Creta e Cipro, garanti-
           sce r impermeabilità fra  le  due sponde  del  bacino.
                Chi credesse possibile ripetere il difficile esperimento di espansione del siste-
           ma di sicurezza atlantico verso Est trasferendone le modalità anche al Sud commet-
           terebbe  un grave errore di  valutazione  politica  e culturale.
               Il Mediterraneo, infatti, per le sue dimensioni e per l'altissimo numero di at-
           tori  nazionali  inconciliabilmente  diversi  che  si  affacciano  sul  bacino,  è sempre
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