Page 27 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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GEOPOLITICA E SICUREZZA DEL MEDITERRANEO 13
stato un'area conflittuale e soggetta a uno stato di insicurezza endemica, di cui la
diffusione della pirateria, dall'antichità all'inizio dell'Ottocento, è stato un simbo-
lo significativo.
L'equilibrio, e quindi la sicurezza del Mediterraneo, si è realizzata solo quan-
do l'esercizio dell'influenza e del "sea-control" sull'intero bacino marittimo era ge-
stito da una sola potenza egemone: Roma, l'Inghilterra, e per ora, gli Stati Uniti.
Un'altra nota di originalità sta nel fatto che, per un apparente paradosso della
sorte, negli ultimi due secoli e mezzo sono state proprio delle potenze .. non medi-
terranee" ad esercitare l'egemonia sul bacino. Il che la dice lunga sulla possibilità
di organizzare un sistema di sicurezza collettiva nell'area basato sugli attori in loco.
Il Mediterraneo è quindi allo stesso tempo un sistema centrale all'interno del
tricontinente antico, (Eurasia +Africa) perché ne lambisce le sponde e ne costitui-
sce il cuore (almeno per la struttura di Eurasia Occidentale), ma può essere anche
considerato come un insieme disorganizzato e diviso che sottolinea le differenze in-
vece delle affinità. In questo senso le direzioni di marcia della potenza seguono
ormai altri percorsi: una via terrestre, attraverso le steppe o una via marittima attra-
verso gli oceani.
Lo studio del bacino Mediterraneo è quindi residuale rispetto alla grande stra-
tegia che si basa sul confronto storico pèrmanente fra Oceania (o Atlantide) ed
Eurasia (o Oriente).
Questa perifericità è relativamente recente. Essa risale, essenzialmente alle grandi
Scoperte Geografiche del XV e XVI secolo.
Essa corrisponde al fallimento della controffensiva dell'Occidente europeo contro
il Sud e l'Est, iniziata con il Sacro' Romano Impero (Carlomagno contro i Sassoni),
proseguita con le Crociate in Terra Santa e contro Bisanzio. Le Repubbliche Mari-
nare non sopravvissero alla combinazione scandita e successiva dei Saraceni prima
e dei Turchi successivamente.
La relativa marginalità geopolitica del bacino Mediterraneo è, peraltro, dovu-
ta anche alla frattura orizzontale che si è verificata con l'espansione islamica sulla
sponda Sud- del bacino nel VII secolo e successivi, mai ricomposta in seguito.
La linea di divisione orizzontale, che dura ancora, è nata quasi 1500 anni
orsono. Essa rappresenta, al di là delle affinità e delle somiglianze, le diversità e
le differenze che hanno caratterizzato, dietro i litorali, le tre aree d'incidenza sulle
coste, quella delle "steppe", quella dei "deserti" e quella delle ''forest~" (Braudel).
Oggi quindi lo studio della geopolitica del Mediterraneo deve partire da que-
sta ineliminabile costatazione: il bacino è diviso in due parti culturalmente, politi-
camente, religiosamente, storicamente incomunicabili.
Altre ipocrite interpretazioni non hanno alcun senso, se non quello di nascon-
dere il fatto saliente che contraddistingue la struttura del bacino (separatezza e di-
versità rispetto all'Occidente e all'Europa che dell'Occidente è la madrepatria)
e quindi alimentare illusioni impossibili d'integrazione, al di là delle legittime esi-
genze d' interdi pendenza.

