Page 31 - Il Mediterraneo quale elemento del Potere Marittimo - Atti 16-18 settembre 1996
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LA  PRESENZA  DELLA  MARINA  DEGLI  STATI  UNITI                        17


          interruzioni, tale presenza navale si  sarebbe protratta fino  agli  anni successivi  la
          guerra  civile  (1865) <B>,
              Del primo scontro a  fuoco  fu  protagonista il piccolo schooner Enterprise,  da
          12  cannoni, che,  attaccato presso Malta dalla  nave  pirata  Tripoli,  più potente, le
          inflisse una totale disfatta, cadendola come un pontone e costringendola alla resa C9>.
              Nel1802, poiché il governo libico non mostrava la minima intenzione di de-
          sistere dalle sue attività piratesche, la Squadra americana del Mediterraneo fu  ele-
          vata  a cinque fregate  e parecchio  naviglio  minore.  In breve un'altra  nave pirata
          libica_ fu cattUrata, ed una terza distrutta in combattimento. Ma la situazione rima-
          neva irrisolta: ed ora il Ministero della Marina decise di mutar tattica. Il .13  luglio
          1803 una nuova Squadra fu  inviata nel Mediterraneo. Essa comprendeva due sole
          fregate,  la  Constitution  e la  Philadelphia  e cinque unità minori,  brigantini e schoo-
          ners, il cui compito sarebbe stato di bloccare da presso i porti della Libia mentre
          le  due unità maggiori (che pescavano troppo per potersi spingere nelle acque co-
          stiere) dovevano fornire loro copertUra.  Cosa  più importante, il nuovo Ufficiale-
          ammiraglio fu  il Commodoro Edward Preble, il quale·, sebbene minato nel fisico,
          non doveva tardare a rivelarsi uno tra i più audaci ed abili comandanti della giova-
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          ne  Marina  americana<  >.
              Sfortunatamente, non appena arrivato a Gibilterra Preble dovette svolgere un'a-
          zione intimidatoria (che ebbe, per altro, pieno successo) contro il Spltano del Ma-
          rocco  il quale sembrava voler  riprendere l'attività piratesca;  nel  frattempo  inviò
          davanti a Tripoli la  fregata  Philade/phia  con l'ordine di iniziare il blocco di quel
          porto, riservandosi di raggiungerla con le rimanenti unità. Il comandante della Phi-
          ladelphia  si  rivelò  però  assai  imprudente:  essendosi  avvicinato  troppo alla  costa,
          condusse la  nave ad incagliarsi. Ora i pirati libici circondarono l'infelice nave (la
          quale era talmente inclinata su un fianco da non poter usare i cannoni) e la costrin-
          sero alla resa. Ufficiali ed equipaggio furono trascinati a Tripoli e chiusi nelle orri-
          de  carceri  della  città.
              Preble vedeva  così la  sua maggiore forza  navale ridotta della metà. Tuttavia
          decise di  reagire  ~mmediatamente. Anzitutto abbandonò Gibilterra,  ove le  locali
          autorità britanniche erano tutt'altro che favorevoli  agli americani e stabilì la pro-
          pria base a Siracusa. Il Regno di Napoli- in guerra pressoché permanente contro
          i continui saccheggi dei pirati libici - lo accolse nella maniera più favorevole.  In
          secondo luogo si spinse con la fregata Constitution e lo schooner Enterprise fin presso
          Tripoli ove ebbe la ventura di catturare una tra le maggiori navi pirate e di osser-.
          vare che la  Philadelphia  era stata  rimorchiata ben addentro  il  porto e si  trova va
          ben sotto i cannoni del castello e delle altre navi libiche. Era chiaro che bisognava
          abbandonare ogni speranza di penetrare in una base così munita e di riprendere
          la  nave.
              Non rimaneva altro da fare che distruggerla. Ma come penetrare entro il por-
          to di Tripoli? Il compito fu assunto da un altro audace marinaio destinato a diven-
          tare illustre: Il comandante dell' Enterprise, Stephen Decatur. Egli si fece dare da Preble
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