Page 146 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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(8) Alla Conferenza di Londra conclusiva della prima guerra balcanica, Atene sollecitava
l'annessione non solo delle isole strappate ai turchi durante il conflitto, ma anche del Dodecaneso,
e trovava comprensione nelle potenze dell'Intesa. L'art. 5 dei preliminari di Londra del 30 mag-
gio 1913 attribuiva alle potenze (Germania, Austria-Ungheria, Francia, Gran Bretagna, Italia,
Russia) "l'incombenza di decidere sulla sorte di tutte le isole ottomane del Mare Egeo, eccetto l'i-
sola di Creta e la penisola del Monte Athos". A questo tentativo franco-britannico di tirar dentro
anche le isole occupate dagli italiani nel calderone generale, Roma rispose - e lo confermò in occa-
sione della seconda guerra balcanica - accettando il principio, ma ribadendo che intanto le isole
restavano in pegno come stabilito ad Ouchy; solo quando l'art. 2 avesse trovate piena attuazione,
le potenze avrebbero potuto decidere della sorte del Dodecaneso - inoltre, chiedeva alla Turchia
un compenso (Adalia) per le spese di occupazione; la questione, pertanto, fu rinviata a tempi
migliori. Sertoli-Salis, cit., p. 79-154; André, cit., p. 172-73.
(9) Secondo il Ministero degli Esteri greco, l'Intesa era impegnata a sostenere "inequivoca-
bilmente la futura unione" del Dodecaneso alla Grecia.
Nel dicembre 1913 Grey, anche per fronteggiare la forte tensione tra Atene e Costantino-
poli, immaginò di assegnare Rodi alla Turchia e le altre isole alla Grecia. Ma l'Italia insisteva per
il pagamento delle spese di occupazione prima di sgomberare il Dodecaneso. Poi, durante le trat-
tative per il Patto di Londra, chiese per sé le isole.
Nel promemoria dell'Il marzo 1915 dell'ambasciatore Imperiali a Grey, circa le condizio-
ni poste dall'Italia era detto esplicitamente "Le isole del Dodecaneso, ora occupate dall'Italia,
resteranno in suo possesso". Questa richiesta fu accettata, anche dalla Russia, come dimostra il
telegramma del 15 marzo di Sazovon ai rappresentanti russi a Parigi e a Londra "Specialmente le
seguenti condizioni non trovano obiezioni dalla parte della Russia riconoscimento all'Italia del
diritto di annettersi le isole del Dodecaneso occupate dalle truppe italiane". E tuttavia il i maggio
1915, col Patto di Londra firmato il 26 aprile, e alla vigilia dell'intervento militare italiano,
Delcassé diceva a Parigi al principe Giorgio di Grecia che, a fronte di un immediato intervento
ellenico a fianco dell'Intesa, sarebbe stato possibile assegnare ad Atene le isole del Dodecaneso, che
Parigi non aveva intenzione di riconoscere a Roma, d'accordo in questo con Londra, la quale a sua
volta, dopo varie esitazioni, aveva deciso di non offrire Cipro alla Grecia come compenso. Cfr.
L'intervento dell'Italia nei documenti segreti dell'Intesa, Roma, Ed. Rassegna Internazionale, 1923,
p. 86 e 90; Sertoli-Salis, cit., p. 137-217; Speronis, cit., p. 115-18.
(10) Cfr. Ufficio Storico della Regia Marina, La Marina Italiana nella Grande Guerra,
Firenze, Vallecchi, 1938, p. 321-67.
(l l) Assunto con la Nota Contarini del 3 novembre 1922, su cui il Sertoris-Salis sorvola.
( 12) Così da superare le divergenze sulla interpretazione da dare alle intese dopo la vittoria
kemalista, che secondo gli inglesi non aveva cambiato niente per il Dodecaneso (Nota Curzon del
15 ottobre 1992), mentre secondo gli italiani aveva cambiato tutto. In tale situazione Roma aveva
bisogno di far presto, tanto che il 7 agosto 1923 lo stesso Mussolini sollecitò la ratifica greca. Dal
punto di vista navale, continuava a ritenere nel 1923, a proposito del Dodecaneso, che "il posses-
so da parte dell'Italia e specialmente la costituzione di una base italiana a Stampalia intacchereb-
be seriamente l'equilibrio di potenza navale nel Mediterraneo", citato da M. Pizzigallo,
L'Incidente di Coifù e la politica italiana nel Levante, in "Storia e Politica", 1974, p. 405. In effetti,
i rapporti anglo-italiani del momento erano caratterizzati dalla compresenza di vari problemi
aperti (ratifica del Trattato di Losanna, Corfù, Dodecaneso, cessione dell'Oltre Giuba) che natu-
ralmente si influenzavano a vicenda. Così, ad esempio, non era una assurda "correlazione" quel-
la tra il Dodecaneso e l'Oltre Giuba, come credeva Sertoli-Salis, cit., p. 306 - contro, ben più con-
vincentemente, P. Pastorelli, La storiografia italiana nel dopoguerra sulla politica fascista, in "Storia

