Page 142 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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IL DODECANESO NEL TRATTATO Ili PACE CON L'ITALIA 131
conquista di Rodi e di Lero. Ma non pensavano di attaccare all'apertura delle
ostilità queste isole solidamente difese": il momento migliore per lo sbarco
sarebbe venuto dopo che l'arcipelago fosse stato isolato. 0 9 ) Ma i turchi insi-
stevano, e quando i capi delle due Marine occidentali, ammiragli della flotta
Darlan e Pound, si incontrarono a bordo dell'avviso Enchantress nella baia di
Portsmouth, 1'8 agosto 1939, il Dodecaneso figura tra i territori nemici da
occupare "il più presto possibile", sebbene alcune riserve britanniche perma-
nessero: "Quanto alla conquista del Dodecaneso, richiesta dai turchi, l'Am-
miraglio stima certo che bisognerebbe prima stremare le isole privandole dei
rifornimenti (azione della flotta) e bombardandole frequentemente con aerei
(aviazione basata in Turchia ed aviazione da portaerei)". ( 20 )
Ma le vicende della guerra avrebbero risolto definitivamente la questio-
ne a favore della Grecia. Mentre Ankara non si impegnò apertamente a fian-
co degli Alleati neanche dopo l'armistizio italiano, Atene si dimostrò costan-
temente una fedele collaboratrice della Gran Bretagna: subì l'aggressione e
l'occupazione italiana e tedesca, partecipò alla lotta contro l'Asse e risultò
alla fine tra le potenze vincitrici. La fratellanza d'armi con gli Alleati, consa-
crata dal sangue versato e da anni di soHèrenze, non lasciava dubbi sul favo-
re con cui le richieste elleniche sarebbero state considerate, tanto più che la
massima parte della popolazione delle isole era rimasta greca c ortodossa
durante la lunga occupazione italiana. ( 21 )
Così ill5 maggio 1945, sei giorni dopo la presa di possesso britannica in
nome degli Alleati, il Reggente di Grecia, Metropolita Damaskinos, sbarcò in
visita a Rodi dall'incrociatore Averoff l'unità più importante della Marina
greca - e fu accolto con grande entusiasmo dalla popolazione. Del resto, il
carattere ellenico delle isole era stato riconosciuto da esponenti importanti
dell'antifascismo italiano, come Sforza c Salvemini, e il governo greco in esi-
lio le aveva rivendicate. Nel giugno 1945 i greci consideravano la questione
"completamente definita", avendo acquisito la decisione favorevole di
Londra e di Washington, mentre solo I'URSS parlava ancora di amministra-
zione fiduciaria internazionale; alla fine di luglio l'ambasciatore ad Ankara
segnalava a Roma che anche la Turchia avrebbe voluto essere sentita, data la
vicinanza delle sue coste, ma dalle capitali britannica e americana giunsero
conferme sull'orientamento favorevole alla Grecia; da Parigi Saragat segnalò
il disinteresse francese. (2Z)
Davanti a questo quadro, il ministro degli Esteri italiano, Alcide De
Gasperi scrivendo il 22 agosto 1945 al Segretario di Stato americano, James
F. Byrnes, si espresse come segue circa le isole Egee: "A partire dal 1912,
l'Italia ha speso milioni su milioni per lavori pubblici, bonifiche agricole, attività

