Page 147 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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e Politica", 1971, p. 594-95 - ma piuttosto una logica presa in considerazione complessiva delle
questioni sul tappeto, al fine di aHrontarle e risolverle in modo globale e non nell'improbabile iso-
lamento di ciascun argomento.
(13) Pizzigallo, cit., p. 400-37.
( 14) Il Trattato di Losanna entrò in vigore il 6 agosto 1924, ma già da anni gli italiani si erano
mossi per superare il regime dell'occupazione militare. Il 7 agosto 1920 il generale Porta, coman-
dante militare, aveva creato il "Governo civile del Dodecaneso", retto dal conte Sassi; il20 novem-
bre 1921 era seguita l'istituzione del "Governo di Rodi e delle altre isole occupate", finché nel
1922, essendo governatore il conte Bosdari, il titolo era diventato quello di "Governatore generale
del Dodecaneso e di Castelrosso", con dipendenza diretta dal Ministero degli Esteri.
(15) Nel marzo, dal deputato Pcdrazzi. Nell939 Sertoli-Salis, cit., p. 335, avrebbe scritto che
la funzione di Rodi e delle altre isole "si presenta da un triplice punto di vista: anzitutto da quel-
lo della politica estera e cioè di equilibrio nel Mediterraneo orientale, tanto di difesa quanto even-
tualmente di offesa, sia nei riguardi delle cosiddette talassocrazie occidentali, sia delle potenze bal-
caniche ed asiatiche; in secondo luogo quale base per l'espansione culturale e spirituale dell'Italia
nel Vicino Oriente, al quale compito ci sospinge, insieme alle necessità della nazione imperiale,
una ricca e gloriosa tradizione marinara e cavalleresca; finalmente da un punto di vista commer-
ciale e cioè quale punto d'appoggio per i traffici italiani nel Levante".
(16) L'azione contro Haifa doveva tener conto della probabile uscita di unità avversarie da
Alessandria, che avrebbero impiegato 3 ore per giungere sulla rotta di ritorno degli incrociatori ita-
liani, che però si riteneva avrebbero potuto sfuggire all'appuntamento grazie alla sorpresa iniziale
ed alla loro velocità elevata; ad Haifa avrebbero dovuto trovarsi 4 incrociatori leggeri della classe
Arethusa e 4 cacciatorpediniere, sui quali "il tiro del !52 se ben diretto (ausilio di aerei) anche alla
massima distanza può arrecare seri danni. La portata morale di una simile impresa raggiungereb-
be poi effetti tali da fàr ritenere che i rischi possano essere affrontati". Anche il raid contro
Alessandria, dove erano dislocate unità pesanti, si basava sulla sorpresa c sulla velocità degli incro-
ciatori italiani: il tiro con i 203 perforanti avrebbe potuto avere effetti "notevoli, pur essendo impos-
sibile lo sfìmdamento dei ponti corazzati delle navi da battaglia", epperò "la missione offensiva
contro Alessandria, anche se le possibilità di successo materiali siano minori di quelle studiate nel
caso precedente, può per la sua portata morale costituire un interessante obiettivo". M. Gabriele,
"Mediterraneo 1935-1936", in Rivista Marittima, 1986, maggio, p. 31-2.
(17) Ministére dc la Marine, Etat-Major Général, Position de !'Italie dans la politique
europèenne, 6 luglio 1936, in Archives de la Marine, Paris, Chateau dc Vincennes, Pavillon de la
Rei ne (d'ora in poi indicati con AMF), l BB 2, 184.
Sertoli-Salis, cit., p. 335, parla, a proposito del Dodecaneso, di funzione politico-strategica.
totalitaria, non solo in funzione della difesa, ma anche come "trampolino di lancio" politico e mili-
tare, cosa che avrebbe forse potuto indurlo ad una maggiore prudenza nel ritenere chiusa, con la
fine del 1927, l'ostilità straniera al possesso italiano delle isole dell'Egeo (ibidem, p. 325); cfr. anche
Speronis, ci t., p. I 83.
(18) M. G. Pasqualini, Gli equilibri nel Levante. La crisi di Alessandretta (19)6-/9)9),
Palermo-Sao Paulo, Mazzone, 1995, p. 200-18.
(19) Darlan al Capo di S.M. della Di tesa, Parigi, 12luglio 1939, AMF, EMG 3, TTE, Départ
(3° trimestre 1939).
(20) AMF, EMG 2, TTE, 28-29. Ctr. M. Gabriele, "1939: vigilia di guerra nel Mediterraneo",
in Rivista Marittima, 1984, luglio, p. 17-40.
(21) Durante il periodo tàscista fu avviata una politica di italianizzazione, che diede luogo a
contrasti con gli isolani c con la Chiesa ortodossa, dr. Speronis, cit., p. 165-86.

