Page 143 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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industriali e artigianali, sviluppo artistico e culturale nelle isole Egeo (Dode-
caneso). Il popolo italiano le avrebbe volentieri affidate alla Grecia come com-
penso e pegno di amicizia tra i due paesi mediterranei. Tuttavia agli italiani che
vivono a Rodi - la cui attività è stata intimamente commessa con la vita econo-
mica dell'isola per molti anni- dovrebbe essere concessa, mediante eque garanzie,
la possibilità di continuare il loro lavoro". < 23 >
!116 settembre seguente, durante la Conferenza di Londra, il rappresen-
tante italiano Carandini scrisse a Prunas, Segretario Generale agli Esteri, di
aver controllato che l'orientamento era ''per il Dodecaneso Caste/rosso alla
Turchia e altre isole alla Grecia". < 24 ) Lisola di Castelrosso, in effetti, pur essendo
di popolazione greca, si trova talmente vicina alla costa turca da non far appa-
rire completamente inverosimile il compromesso. Ma i sovietici -che già nel
novembre 194 3 a Teheran avevano chiesto una base in prossimità degli Stretti
ed avevano riproposto la medesima richiesta a Potsdam nell'estate 1945- nella
Conferenza di Mosca del dicembre 1945 rifiutarono di discutere l'assegnazio-
ne delle isole Egee alla Grecia, che era la sola questione risolvibile subito;
rilanciarono invece l'idea dell'Amministrazione Fiduciaria ed accentuarono
la loro pressione sugli Stretti, col risultato di allarmare gli Stati Uniti e di sti-
molare la loro attenzione al Mediterraneo in difesa della Turchia. < 25 )
In proposito, un monito sarebbe venuto anche, nella primavera 1946, dalla
presenza a lstanbul della Missouri, la più potente nave da guerra americana,
che riportò in patria la salma dell'ambasciatore turco morto a Washington 16
mesi prima. In realtà la Missouri faceva politica ricordando a tutti che gli Stati
Uniti erano capaci di proiezioni militari anche in aree lontane; come scrisse al
Dipartimento di Stato l'ambasciatore americano in Turchia, quella, presenza
navale indicava che ''gli Stati Uniti hanno ora deciso che per i loro interessi in
questa area è necessan·o opporsi ad ogni sforzo dell'Unione Sovietica di distruggere
l'indipendenza e l'integn'tà della Turchia". < 26 >
La politica mediterranea sovietica venne delineata con notevole lucidi-
tà dall'ambasciatore italiano a Mosca, Pietro Quaroni, nel suo rapporto al
ministro degli Esteri del 4 aprile 1946: non si trattava di una variabile indi-
pendente dalla linea generale applicata nel mondo, ma del tentativo di
espandersi nell'area mediterranea dovunque diventasse possibile senza
affrontare nuovi conflitti militari. Per questo "Trieste, gli Stretti, il
Dodecaneso, la Tripo-litania, debbono essere considerati come un quadro d'insie-
me". Nulla era rinunciabile, ma tutto era barattabile. Quanto all'Egeo, "l'e-
sperienza di questa guerra ha anche dimostrato che gli Stretti, da soli, non basta-
no più: che con i mezzi aeronavali di oggi chi ha in mano le isole dell'Egeo è in
grado di impedire il passaggio dagli Stretti nel Mediterraneo. Se quindi

