Page 30 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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italiane di ante-guerra, il confine italo-jugoslavo, specie per la città di Trieste.
In aggiunta a queste sezioni di serio contenzioso, il trattato prevedeva anche
la limitazione degli armamenti italiani. Queste limitazione degli armamen-
ti divennero successivamente un problema per gli Stati Uniti quando essi
cercarono di riarmare l'Italia quale alleato nell'Organizzazione del Trattato
dell'Atlantico Settentrionale (North Atlantic Treaty Organization -NATO).
Mentre alcuni di questi argomenti furono risolti senza troppe difficoltà,
incluse le modifiche lungo il confine italo-francese a favore della Francia e
lungo il confine italo-austriaco sul quale gli italiani ebbero qualche guada-
gno, profonde divergenze emersero sugli altri argomenti suaccennati, bloc-
cando i negoziati e causando una stagnazione di almeno due anni.
Le riparazioni di guerra emersero come un problema fin dall'inizio dei
negoziati. Una dichiarazione congiunta del presidente USA Franklin D.
Roosevelt e del primo ministro inglese Winston Churchill, nel settembre
1944, sulla riabilitazione dell'Italia implicava una rinuncia alle riparazioni.
Successivamente alla Conferenza di Potsdam, gli Stati Uniti rinunciarono alle
riparazioni. All'incontro del CFM in Londra, nel settembre 1945, gli inglesi
ed i francesi li seguirono. (S) Però l'Unione Sovietica voleva che l'Italia pagas-
se 600 milioni di dollari di riparazioni di guerra di cui l 00 milioni sarebbero
andati ai sovietici. Il presidente Truman espresse il dubbio che le riparazioni
sarebbero state pagate indirettamente dagli Stati Uniti attraverso l'assistenza
da essi prestata all'Italia. Egli, in seguito scrisse: "quello che io volevo proteg-
gere era l'aiuto che noi stavamo dando all'Italia ... lo non intendevo che l'aiuto
fosse risucchiato all'estero per riparazioni alla Russia". Dal maggio 1946 questa
assistenza era sostanziosa. Gli Stati Uniti avevano già provveduto ad aiuti
all'Italia per 980 milioni di dollari, inclusi 330 milioni di dollari dati
dall'Amministrazione Conforto e Riabilitazione delle Nazioni Unite. ( 9 )
Il Ministro degli Esteri sovietico, Vyacheslav Molotov, arguì che l'Italia
quale alleato dei tedeschi, era responsabile dei danni causati all'Unione
Sovietica. Mentre gli alleati occidentali si muovevano verso l'accettazione
delle riparazioni di guerra, essi erano d'accordo che le richieste russe erano
troppo elevate. Il Segretario di Stato James Byrnes, indicò che gli Stati Uniti
avrebbero "preferito nell'interesse della pace dimenticare le riparazioni, ma
avrebbero potuto aderire a riparazioni limitate, in modo da non privare l'Italia
delle risorse necessarie dal consentirle di sopravvivere senza assistenza esterna". (IO)
Paventando che questo aiuto degli Stati Uniti all'Italia potesse andare a
finire nell'Unione Sovietica, Byrnes propose che, senza rovinare l'economia
italiana, le riparazioni di guerra fossero prelevate dalle apparecchiature

