Page 34 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
P. 34
24 TIMOTHY SMITH
egli richiedeva "solo quelle restrizioni all'Italia necessarie per salvaguardare altri
paesi dall'aggressione italiana". Egli metteva in guardia che "il paese non dove-
va essere ridotto nelle sue forze difensive in modo da evitargli un'aggressione con
ricatto diplomatico". ( 24 )
In generale gli addetti ai lavori americani supportavano le limitazioni
non perché essi ritenessero che gli italiani di per sé avrebbero potuto mette-
re in pericolo la pace, ma perché ritenevano che se l'Italia si fosse allineata
con un'altra potenza aggressiva, essa avrebbe potuto creare problemi a causa
della sua posizione strategica nel Mediterraneo. Anche il Segretario di Stato
Byrnes appoggiava le limitazioni, dato che simili clausole furono incluse in
dodici trattati con le nazioni balcaniche. Concordando sulle limitazioni degli
armamenti, che anche russi e britannici appoggiavano, gli Stati Uniti riten-
nero che una volta che l'Italia si fosse unita alle Nazioni Unite, i limiti sareb-
bero stati modificati mediante un accordo fra il Consiglio di Sicurezza delle
Nazioni Unite e l'Italia. ( 25 ) Questo metodo di revisione divenne impossibi-
le, tuttavia, poiché i sovietici bloccarono fino al 1955 la richiesta italiana di
ammissione all'ONU. Alla fine la pressione italiana per revisionare le clau-
sole e il crescente interesse delle Nazioni Unite per il conseguimento degli
obiettivi NATO dell'Italia, richiesero che gli italiani disponessero di arma-
menti al di là dei limiti imposti dal trattato e gli alleati occidentali addiven-
nero ad una revisione, scavalcando le procedure delle N azioni Un i te, nel
dicembre 1951. < 26 )
In quel momento, per gli Stati Uniti, i termini raggiunti nel 1947 ave-
vano conseguito l'obiettivo primario di un trattato che fosse "non-punitivo"
e che avesse rimosso le basi legali per ogni intervento sovietico negli affari
interni italiani. ( 27 ) Lamministrazione Truman diede pieno supporto per la
ratifica che fu completata il5 giugno 1947 e, quindi, il trattato fu firmato da
Truman il 14 giugno. La ratifica da parte italiana fu più difficile. De Gasperi
attese fino a che tutte le nazioni occidentali lo avessero ratificato prima di
sottoporlo alla Assemblea Costituente italiana, il 5 luglio 1947. Da quel
momento l'emergenza della guerra fredda rese la ratifica anche più urgente
e così il governo De Gasperi guidò il trattato fino alla definitiva ratifica
anche se egli scrisse, in seguito, che "l'ltalia .. .fu stupidamente umiliata dal
Trattato di Pace". Il ministro degli esteri italiano, Carlo Sforza, convinse
l'Assemblea che solo dopo che il trattato fosse stato ratificato l'Italia sarebbe
tornata in possesso della piena sovranità nazionale ed avrebbe potuto muo-
versi per cambiarlo. ( 28 )

