Page 34 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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                egli richiedeva "solo quelle restrizioni all'Italia necessarie per salvaguardare altri
                paesi dall'aggressione italiana". Egli metteva in guardia che "il paese non dove-
                va essere ridotto nelle sue forze difensive in modo da evitargli un'aggressione con
                ricatto diplomatico". ( 24 )
                    In generale gli  addetti  ai  lavori  americani  supportavano  le  limitazioni
                non perché essi ritenessero che gli italiani di per sé  avrebbero potuto mette-
                re  in pericolo la  pace, ma perché ritenevano che se  l'Italia si  fosse  allineata
                con un'altra potenza aggressiva, essa avrebbe potuto creare problemi a causa
                della sua posizione strategica nel Mediterraneo. Anche il  Segretario di Stato
                Byrnes appoggiava le  limitazioni, dato che simili clausole furono incluse in
                dodici trattati con le nazioni balcaniche. Concordando sulle limitazioni degli
                armamenti, che anche russi e britannici appoggiavano, gli Stati Uniti riten-
                nero che una volta che l'Italia si fosse unita alle Nazioni Unite, i limiti sareb-
                bero stati modificati mediante un accordo fra  il Consiglio di Sicurezza delle
                Nazioni Unite e l'Italia. ( 25 ) Questo metodo di revisione divenne impossibi-
                le,  tuttavia, poiché i sovietici bloccarono fino  al  1955 la  richiesta italiana di
                ammissione all'ONU. Alla fine  la pressione italiana per revisionare le clau-
                sole  e il  crescente interesse delle  Nazioni Unite per il  conseguimento degli
                obiettivi  NATO dell'Italia, richiesero che gli  italiani disponessero  di  arma-
                menti al di là dei limiti imposti dal trattato e gli alleati occidentali addiven-
                nero  ad  una  revisione,  scavalcando  le  procedure  delle  N azioni  Un i te,  nel
                dicembre 1951. < 26 )
                    In quel momento, per gli Stati Uniti, i termini raggiunti nel  1947 ave-
                vano conseguito l'obiettivo primario di un trattato che fosse "non-punitivo"
                e che avesse  rimosso le basi legali  per ogni intervento sovietico negli affari
                interni italiani. ( 27 ) Lamministrazione Truman diede pieno supporto per la
                ratifica che fu completata il5 giugno 1947 e, quindi, il trattato fu firmato da
                Truman il  14 giugno. La ratifica da parte italiana fu  più difficile. De Gasperi
                attese fino  a che tutte le  nazioni occidentali lo avessero  ratificato prima di
                sottoporlo  alla  Assemblea  Costituente  italiana,  il  5  luglio  1947.  Da  quel
                 momento l'emergenza della guerra fredda rese la ratifica anche più urgente
                 e  così  il  governo  De  Gasperi  guidò  il  trattato  fino  alla  definitiva  ratifica
                 anche  se  egli  scrisse,  in  seguito, che  "l'ltalia .. .fu stupidamente umiliata  dal
                 Trattato  di  Pace".  Il  ministro  degli  esteri  italiano,  Carlo  Sforza,  convinse
                 l'Assemblea che solo dopo che il trattato fosse  stato ratificato l'Italia sarebbe
                 tornata in possesso della piena sovranità nazionale ed avrebbe potuto muo-
                 versi per cambiarlo. ( 28 )
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