Page 32 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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                    Il  principale problema alla conferenza della pace fu quello del confine
                itala-jugoslavo:  la  parte definita Venezia Giulia ed in particolare la città di
                Trieste; la città era particolarmente importante perché essa era un porto mag-
                giore che costituiva lo  sbocco principale nell'Adriatico per la  regione circo-
                stante, così come per l'Austria continentale e per altre località del bacino del
                fiume Danubio. Nell'aprile del  1945 forze jugoslave occuparono Trieste. Per
                contrastare tale occupazione, a fine aprile, gli Stati Uniti e la Gran Bretagna
                mossero nell'area dichiarandola essenziale per le operazioni anglo-america-
                ne, facendo nascere un confronto con il leader jugoslavo, maresciallo Josiph
                Broz Tito.(!?) Sebbene i sovietici appoggiassero la posizione di Tito, il leader
                jugoslavo accettò di far ritirare le  proprie forze,  ma, assieme ai russi, conti-
                 nuò  ad  esercitare  pressioni  per i  diritti  jugoslavi  su  Trieste,  attraverso  gli
                incontri del CFM. I.:importanza di Trieste per gli Stati Uniti fu discussa dal
                facente  funzioni  Segretario  di  Stato,  Joseph  Grew,  nel  maggio  1945.  Egli
                 riferì a Truman che il problema era essenzialmente uno: quello di decidere
                se gli  Stati Uniti avrebbero permesso all'Unione Sovietica di  operare attra-
                verso  il  suo satellite Jugoslavia in un teatro anglo-americano creando fron-
                tiere  che  avrebbero  favorito  il  potere  futuro  dell'Unione  Sovietica.  (IS)  La
                delegazione americana al CFM ebbe disposizioni di fare aggiustamenti della
                frontiera a favore della Jugoslavia, seguendo i fattori etnici interessati, assog-
                gettandola alle modifiche necessarie, preservando, nel contempo, l'economia
                essenziale  della  regione.  Ciò  significava  seguire  la  linea Wilson del  1919,
                dando  Trieste  all'Italia.  La  delegazione  fu  anche  avvertita  "che  una  parte
                sostanziale del porto  di  Trieste  doveva  essere  destinata  a porto  libero".  0 9 )  La
                soluzione americana poteva minacciare uno dei maggiori obiettivi post belli-
                ci  americani  nei confronti dell'Italia, vale  a dire la  creazione di un governo
                democratico  stabile.  Per  gli  italiani  la  questione  di  Trieste  era  di  enorme
                importanza. Nel maggio 1946 il Presidente del Consiglio De Gasperi dichiarò
                che sarebbe stato impossibile per qualsiasi governo italiano, all'infuori di uno
                comunista,  aderire  al  trasferimento  di  Trieste  alla  Jugoslavia.  (lO)  Alla  fine  fu
                 accettato, nel giugno 1946, un compromesso francese che fu inserito nel trattato.
                 Si trattava della creazione del Territorio Libero di Trieste. Però il  Segretario
                 di Stato Byrnes scrisse che a lui l'idea non piaceva, egli sentiva che essa "era
                la sola via per uscire dal dilemma". Sebbene l'ambasciatore italiano negli USA,
                Alberto Tarchiani, arguisse che il piano costituiva un pericoloso compromes-
                 so  con  serie  conseguenze  per la  democrazia  italiana,  l'ambasciatore  degli
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