Page 33 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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GLI STATI UNITI D'AMERICA ED IL TRATTATO DI PACE CON L'ITALIA 23
Stati Uniti in Unione Sovietica riferì che l'internazionalizzazione di Trieste
"sarebbe stata non sufficientemente grave da causare la caduta del governo". (Zl)
In aggiunta a queste controversie, il trattato imponeva limitazioni agli
armamenti delle forze armate italiane. Queste clausole riflettevano l'ottimi-
smo esistente attorno alle appena costituite Nazioni Unite e sulla loro capa-
cità di mantenere la pace. La storia di queste clausole sugli armamenti dimo-
stra i cambiamenti della percezione americana sulla sicurezza del mondo nel
dopo guerra. Basandosi sull'assunto della continuazione della cooperazione
fra gli Alleati, gli Stati Un i ti intendevano affidare alle appena costituite
Nazioni Unite la protezione di un'Italia disarmata. Tuttavia, nel giro di
pochi anni, Washington si convinse che l'Italia doveva essere riarmata per·
poter far fronte ad un'apparente minaccifl sovietica all'Europa Occidentale.
Linserimento dell'Italia nella NATO costrinse, nei primi anni cinquanta, ad
una revisione di queste restrizioni sugli armamenti. Le clausole del trattato
che ponevano limitazioni alle forze armate italiane erano uno degli elemen-
ti punitivi maggiori del testo. Gli italiani cercavano di ottenere un trattato
che avrebbe ridotto al minimo le loro perdite territoriali e coloniali, evitato
penali ed assicurato la sicurezza italiana. Non per nulla era stato con il loro
aiuto che i tedeschi erano stati, alla fine, sconfitti. Gli italiani richiesero che
le loro forze militari non fossero ridotte. Il trattato, così come fu completato,
prese nota della cobelligeranza italiana contro la Germania dopo l'armisti-
zio, ma stabilì, nel preambolo, che l'Italia doveva rendere conto della sua
"parte di responsabilità per la guerra". < 22 )
Sebbene agli italiani non piacessero le limitazioni degli armamenti c'era
poco disaccordo fra gli Alleati. Infatti il CFM raggiunse l'accordo sul disar-
mo nella sua prima sessione di Parigi nell'aprile-maggio 1946. Queste clau-
sole non erano dirette ad ottenere un completo disarmo ma una riduzione
degli armamenti che avrebbe tolto all'Italia la capacità di condurre una guer-
ra di aggressione. Si sperava che con la creazione delle Nazioni Unite, che
avrebbero assunto il compito della difesa dell'Italia, questa sarebbe stata in
grado di dedicare le proprie risorse alle necessità della sua economia civile.
Per effetto del trattato, l'Italia perse una parte significativa della sua flotta,
rinunciò al possesso di certi tipi di armamenti offensivi e dovette limitare il
suo Esercito a 250 000 uomini e la sua Marina ed Aeronautica a 25 000 uomi-
ni ciascuna. ( 23 ) Mentre negli Stati Uniti non tutti gli addetti ai lavori erano
favorevoli alle limitazioni, il Segretario di Stato alla Marina, J a m es Forrestal,
favoriva alcune restrizioni nell'immediato periodo del dopo guerra. Tuttavia

