Page 39 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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IL TRATTATO DI PACE ITALIANO.
LA LINEA DI CONDOTTA DELLA GRAN BRETAGNA
G. Dl\VID BROWN
La prima volta che il governo britannico prese preliminarmente (o "par-
zialmente") in considerazione un trattato di pace con l'Italia fu nel maggio
1944. Suggerito inizialmente da mister Harold Macmillan come un espe-
diente per persuadere il maresciallo Badoglio a ritirare la richiesta di allean-
za, la proposta, che fu inoltrata agli Stati Uniti, non sopravvisse al "colpo"
Bonomi che avvenne un mese dopo. (l)
Sebbene l'iniziativa fosse abbandonata, essa è comunque una fonte indi-
cativa di quella che era a quel tempo la linea di pensiero britannica. Come è
riferita da un vecchio funzionario del Foreign Office (l), essa si basava su tre
obiettivi principali:
controllare la diffusione del comunismo in Italia;
creare un'Italia efficiente, prospera ed amichevole che avrebbe guardato a
noi nel futuro, più che alla Germania o all'Un ione Sovietica;
mobilitare maggiori risorse e manodopera italiana per il loro impiego nella
guerra.
Il primo punto era, al momento, quello più importante, mentre il terzo
punto si riteneva che fosse probabilmente non praticabile. Lostatus di Alleato"
non poteva essere garantito in relazione agli dietti controproducenti che que-
sto avrebbe avuto sulla pubblica opinione inglese e, probabilmente, più
importante, in Francia, Jugoslavia e Grecia, ma qualche concessione era
"necessaria" per prevenire qualsiasi ripensamcnto unilaterale sovietico.
Lunico significativo vantaggio di un trattato di pace precoce risiedeva nel fàtto
che l'Italia sarebbe stata informata subito della perdita delle sue colonie c della
sua Flotta e che sarebbe stata sottoposta ad un aggiustamento delle sue fron-
tiere; la continuazione dello stato di cobelligeranza avrebbe condotto, in

