Page 43 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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IL TRA'ITATO DI l'ACE ITALIA"JO- LA LINEA lJl CONDOTTA DELLA c;RAN BRETAC;NA 33
possedimenti italiani - non solo si volevano evitare accuse di imperialismo
ma non si voleva essere costretti ad incorrere nelle spese e nelle responsabi-
lità connesse all'amministrazione di obblighi economici. La Cirenaica avreb-
be potuto diventare un emirato arabo indipendente sotto amministrazione
britannica e la Gran Bretagna avrebbe accettato un'amministrazione ameri-
cana sulla Somalia unita che avrebbe incluso le aree fino ad allora sotto pro-
tettorato britannico.
I "tre grandi" si incontrarono a Potsdam fra il 17 luglio ed il 2 agosto
1945. Undici dei dodici articoli contenuti nel protocollo finale della "confe-
renza di Berlino" riguardavano il trattamento della Germania, ma il primo
articolo considerava i più estesi punti essenziali dei trattati di pace per
l'Europa. l:articolo I iniziava con la formalizzazione degli incontri dei
Ministri degli Esteri, nel concordare di stabilire un Consiglio dei Ministri
degli Esteri (Foreign Minister's Council, FMC), rappresentanti il Regno
Unito, l'Un ione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, la Cina, la Francia
e gli Stati Uniti d'America, e stabiliva i lavori preparatori per le varie deci-
sioni di pace. Ognuno dci Ministri doveva avere un Sostituto Ministro anzia-
no che avrebbe dovuto essere autorizzato a portare avanti i lavori in assenza
del Ministro; un Segretariato aggiunto doveva essere costituito in Londra,
dove si intendeva tenere il primo incontro che doveva essere convocato non
prima del l o settembre 1945. (IO)
Vale la pena di dedicare un momento di riflessione ai contesti globale e
politico di questo accordo, poiché essi contribuirono a ritardare l'apertura
dell'incontro dell'FMC fino all'l l settembre. La guerra in Europa era finita
circa tre mesi prima che l'accordo fosse firmato, ma il2 agosto 1945l'Unione
Sovietica non era ancora entrata in guerra con il Giappone e i pianificatori
ed i governi occidentali prevedevano ancora una campagna di diciotto mesi
nell'Estremo Oriente. In realtà anche gli Stati Un i ti non ritenevano che le
due bombe atomiche che essi stavano per lanciare nelle settimane future
avrebbero portato ad un "cessate il fuoco" in due settimane. Gli Alleati occi-
dentali erano rappresentati da uomini nuovi: il solo Stalin era stato uno dei
capi di stato presenti a Yalta e Molotov era il solo Ministro degli Esteri rima-
sto. Il presidente Roosevelt era morto in aprile e gli era succeduto Harry S.
Truman, mentre in Gran Bretagna, Churchill era stato estromesso dal voto e
Clement Attle non assunse l'incarico fino al 27 luglio, nel corso della confe-
renza di Potsdam. Il nuovo Segretario agli Esteri britannico, Ernest Bevin,
aveva partecipato ai precedenti "incontri al vertice" ed era conosciuto dai
diplomatici sovietici quale un duro negoziatore; quantunque il senatore
James Byrncs, il nuovo Segretario di Stato degli Stati Uniti, avesse fatto parte

