Page 48 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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riluttanza degli alleati occidentali ad accettare l'offerta fu immediatamente
evidente; le argomentazioni della Delegazione americana portarono a qual-
che lungaggine mentre la Francia e la Gran Bretagna proposero di rinviare la
discussione fino a che esse avessero avuto il tempo di pensarci. ( 24 ) In effetti,
la Gran Bretagna respinse la proposta sovietica nell'incontro successivo, ill5
settembre: la richiesta russa, basata sul numero di divisioni italiane che ave-
vano preso parte alla campagna di Russia, era più che bilanciata dal più
lungo periodo di ostilità in Mrica del Commonwealth britannico e sebbene
la frase "sfera di interesse" non fosse ora usata, Bevin mise in chiaro che l'in-
teresse britannico in Nord Africa e nel Mediterraneo, come quello
dell'Unione Sovietica nell'Europa Orientale, era basato sulla sicurezza.
Molotov replicò che l'Unione Sovietica necessitava di una base nel sud per la
sua flotta mercantile, per trarre vantaggio dall'espansione del commercio
mondiale; essa "possedeva un'ampia esperienza nello stabilire relazioni amiche-
voli fra le varie nazionalità ed era ansiosa di usare questa esperienza in
Tripolitania" dove non sarebbe stato imposto un sistema sovietico, ma sareb-
be stato promosso un sistema di governo democratico. ( 25 )
La discussione sulle clausole relative alla riduzione degli armamenti del
trattato di pace era prevista per il settimo incontro dell'FMC, da tenersi il 17
settembre, ma la Delegazione sovietica ritardò la discussione basandosi sul
fatto che i propri esperti navali e militari non avevano ancora dato la loro opi-
nione e che questa era un'area di discussione che non poteva essere delegata
ai Sostituti: fu comunque raggiunto un accordo sulla smilitarizzazione di
Pantelleria e delle isole Pelagie e sulla limitazione dello sviluppo delle basi in
Sicilia e Sardegna.
Anche l'argomento delle riparazioni di guerra fù. discusso in tale sessio-
ne. Molotov suggerì che un totale di 600 milioni di dollari avrebbe dovuto
essere pagato dall'Italia; metà della somma sarebbe andata alla Jugoslavia,
alla Grecia ed all'Albania; 100 milioni di dollari sarebbero andati all'Unione
Sovietica. Bevin dichiarò che la Gran Bretagna stava fornendo aiuti umani-
tari all'Italia e che i contribuenti inglesi avrebbero visto in maniera pessimi-
stica che questi sussidi andassero effettivamente in riparazioni di guerra
all'Unione Sovietica. ( 26 )
Il Ministro degli Esteri sovietico continuava ad essere evasivo sul Dodeca-
neso, anche se durante il sesto incontro Molotov aveva ammesso che il trasfe-
rimento delle isole alla Grecia era accettato da tutte le delegazioni. ( 27 l Dal 19
settembre i britannici stavano diventando impazienti e Bevin inviò una nota
ai suoi colleghi di Gabinetto ed ai Capi di Stato Maggiore, proponendo di

