Page 49 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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IL TRATIATO DI PACE ITALIANO- LA LINEA DI CONDOTTA DELLA GRAN BRETAGNA   39

           premere perché fosse  raggiunto immediatamente un accordo per il  trasferi-
           mento delle isole e che, se non si fosse  potuto conseguire l'accordo, il trasfe-
           rimento  dovesse  comunque  essere  effèttuato,  presentando  al  mondo  un
           "fatto  compiuto"  che  poteva  essere  difeso  sulla  base  dell'esempio  dato
           dall'Unione Sovietica con il trasferimento alla Polonia dei territori tedeschi e
           mostrando che nessuno dei delegati al Consiglio si era opposto alla sovranità
           greca: il Primo Ministro si  dichiarò d'accordo. ( 28 )
               Quanto detto sopra si riferisce solo alle dispute che erano ancora in corso
           fino al 20  settembre, quando furono fatti dei progressi tali che Bevin disse a
           Sir Noel Charles, l'Alto Commissario Britannico in Italia, che egli riteneva
           che il Trattato di Pace italiano sarebbe stato finalizzato e firmato in novem-
           bre. Molti degli argomenti base della bozza erano stati affidati ai Sostituti che
           lavoravano sotto la guida dell'FMC, per raggiungere un accordo sui dettagli
           finali delle clausole. Due giorni dopo apparvero i primi segni che queste atte-
           se non potevano realizzarsi; Molotov chiese un incontro a Bevine Byrnes per
           apportare cambiamenti all'organizzazione ed  alle  procedure del  Consiglio,
           chiedendo l'esclusione della Francia e della Cina da alcuni dei problemi in
           discussione,  modificando  le  basi  delle  discussioni  e  chiedendo  variazioni
           nella maniera di effettuare le  registrazioni delle decisioni. Al diciassettesimo
           incontro, il  22  settembre sul  tardi,  Molotov annunciò che  le  procedure  del
           Consiglio sui trattati di pace non erano in linea con i Protocolli di Potsdam
           del 2 agosto e che queste dovevano essere adeguate per consentire di accele-
           rare il lavoro dell'FMC; poiché la Gran Bretagna e gli Stati Uniti non pote-
           vano concordare con questo punto di vista,  si  decise che la  discussione  sui
           trattati di pace italiano e degli ex-satelliti fosse  ritardata fino a quando non si
           fosse raggiunto un accordo. ( 29 ) Tale accordo non fu raggiunto ed il Consiglio
           si  aggiornò sine die dopo il trentaduesimo incontro, il 2 ottobre. Nello stesso
           tempo Molotov ebbe incontri bilaterali con gli altri Ministri degli Esteri, nel-
           l'apparente intento di raggiungere accordi ma più spesso sollevando sospetti
           se  non ostilità,  come quando egli  suggerì  a Bevin che all'Unione Sovietica
           fosse  garantita una base  a  Costantinopoli in cambio dell'accettazione della
           soluzione  Dodecaneso. ( 30 )  Una  interpretazione  del  Foreign  Office  delle
           intenzioni sovietiche, formulava l'ipotesi che l'obiettivo sovietico principale
           fosse  q.uello  di guadagnare  una base  nel  Mediterraneo e  che  le  tattiche di
           Molotov erano di esplorare le differenze di opinione fra  la Gran Bretagna e
           gli Stati Uniti e di erigere una diga fra la Gran Bretagna e la Francia. I mem-
           bri anziani e Bevin tutti insieme non concordarono, essi erano inclini a rite-
           nere che l'apparente interesse dell'Unione Sovietica f<Jcalizzato  sull'Egeo e
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