Page 51 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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IL TRA.'ITATO DI l'ACE ITALIANO- L\ LINEA Ili CONDOTTA DELLA c;RAN BRETAGNA   41

           avuto le più grandi difficoltà sulla  Commissione di Controllo per il Giappone,
           ma per mantenersi nel buonsenso comune gli ho dato il via. Non so come farò a
           difendere questa scelta quando andrò alla Camera  (dei Comuni)". ( 36 ) .L ultimo
           incontro bilaterale fra  Bevin e Molotov consistè in una discussione generale
           che ritornò al Dodecaneso ed alla Tripolitania. Molotov rese  assolutamente
           chiaro che l'accettazione sovietica della prima soluzione dipendeva dall'ac-
           cordo britannico per la seguente e quando Bevin suggerì che la Tripolitania
           dovesse  diventare  una  regione  internazionalizzata,  egli  accusò  la  Gran
           Bretagna di voler creare un monopolio nel Mediterraneo, di rifiutare diveni-
           re  ad accordi  con nessuno su  niente e,  ciò  che era ampiamente inesatto, di
           richiedere il  Somaliland. Non fu  un incontro soddisfacente.
               L impasse  fu  superato a  Mosca  fra  il  16  ed il  26  dicembre  1945  ad  una
           Conferenza cui presero parte solo i Ministri degli Esteri dei "tre grandi". In
           cambio  dell'accordo  americano  a  costituire  una  Commissione  Internazio-
           nale per l'Estremo Oriente, il governo sovietico accettò di riprendere i lavori
           sui  trattati  europei  nei  termini  richiesti  da  Molotov  a  Londra.  I  Sostituti
           ministri  avrebbero  ripreso  i  lavori  sugli  accordi  raggiunti  in  settembre, ( 37 )
           avrebbero  fornito  le  bozze dei  trattati  di  pace  che  sarebbero  state  prese  in
           considerazione in una Conferenza generale che avrebbe avuto luogo a Parigi
           non più tardi del maggio 1946.
               La  "Conferenza delle  ventuno  nazioni"  non  si  riunì  fino  al  29  luglio
           1946;  essa  fu  preceduta,  in  aprile,  da  una  ulteriore  riunione  dell'FMC  che
           discusse le  raccomandazioni dei  Sostituti e,  accordandosi su alcune impor-
           tanti  questioni,  quali  la  frontiera  italo-jugoslava,  lo  "status"  di Trieste e  le
           decisioni sulle riparazioni di guerra italiane, facilitò l'accettazione della mag-
           gioranza delle clausole rimanenti. Ma non tutto era stato concordato all'atto
           della convocazione della Conferenza di Pace, quando le sue dieci Commis-
           sioni finirono il  loro lavoro, il  15  ottobre 1946, e neanche quando il Trattato
           fu  firmato a Parigi il  lO  febbraio  1947.
               La Gran Bretagna aveva ragione di essere generalmente soddisfatta. Lo
           scopo di gettare le fondamenta di una rinascita della politica e dell'economia
           italiana all'interno della sfera di influenza dell'Europa occidentale e di pre-
           parare l'ammissione dell'Italia alle Nazioni Unite era stato raggiunto, come
           quello della riduzione degli obiettivi militari strategici, della riduzione delle
           sue  Forze  Armate  e  la  demilitarizzazione  delle  basi  che  si  aprivano  sul
           Canale di Sicilia.
               Le ambizioni sovietiche sull'Egeo erano state fermate dal trasferimento
           delle quattordici isole del Dodecaneso alla Grecia, ma a spese del fàllimento
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