Page 77 - L'italia del dopoguerra - Il Trattato di pace con l'Italia - Atti 10-12 ottobre 1996
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IL TRATTATO FRANCO-ITALIANO DEL I947 ED IL CONFI;--;E OCC!llENTALE 67
14 dicembre 1946, lo Stato Maggiore Generale della Difesa N azionale
(E.M.G.D.N.) annota:
"Attualmente e per un tempo indeterminato risulta impossibile alle nostre
forze armate assicurare con i propri mezzi la sicurezza esterna dell'Unione Fran-
cese; saremo praticamente disarmati, in particolar modo, se scoppiasse un conflitto
in Europa. La sicurezza esterna francese poggia su una possibilità, il mantenimento
della pace, realizzato al tempo stesso grazie all'equilibrio delle forze non francesi e
all'opera della nostra democrazia. È necessario che tale situazione duri il tempo suf
ficiente alla ricostruzione della nostra economia, condizione prima di uno sforzo di
riarmo e di ricostruzione delle nostre forze armate." (S) Tale testo interpreta chia-
ramente l'impatto del ritardo del riassestamento industriale sul riarmo degli
eserciti francesi. Dopo il periodo di euforia del maggio 1945, politici e militari
si 'trovano dunque a confrontarsi con una realtà molto meno esaltante.
L esercito francese è in corso di ricostituzione ed è dipendente dall'aiuto
alleato per quanto riguarda la maggior parte dei suoi armamenti ed equi-
paggiamenti. Tanto più che le fabbriche di armamenti sono alle prese con
vari tipi di problemi: l'invecchiamento degli impianti, la penuria finanziaria
la quale costringe varie fabbriche che lavorano per la difesa a dedicare fino al
38% della propria produzione alle ordinazioni del settore civile. Per loro è
anche necessario recuperare il ritardo accumulato, durante l'occupazione, (G)
dai propri uffici studi. A tutto ciò si somma un clima sociale teso. La produ-
zione di armamenti e equipaggiamenti delle forze armate francesi ne vengo-
no dunque alquanto ritardati. In materia di difesa, il riarmo risulta una delle
maggiori sfide che deve raccogliere il governo francese dal 1946 al 1949:
Riguardo all'Impero, Juin "l'Africano" in persona scrive, in un prome-
moria datato 13 giugno 1946:
"Sono le posizioni geografiche occupate dall'Unione francese le quali, in que-
sto momento e per lunghi anni, costituiscono il principale atout della Francia sul
piano mondiale, molto più debole delle sue possibilità economiche e demografiche.
La Francia trae da una tale situazione la certezza quasi assoluta di venire
trascinata nei conflitti mondiali a venire, ma anche la possibilità di far valere il
suo concorso ovunque si affermi la sua presenza e, in guerra, di poterforse soprav-
vivere alla sorte di un'unica battaglia".(?)
Llmpero costituisce dunque un atout essenziale ma anche una impor-
tante fonte di potenziali conflitti. Qualche esempio: nel maggio 1945, avven-
gono le sommosse di Sétif, in Algeria. Lo stesso anno, i britannici cominciano
a manovrare in Siria e nel Libano allo scopo di eliminare la Francia dalla
scena mediorientale. In Indocina, infine, ci sono i fatti di Hanoi. Due anni
più tardi toccherà al Madagascar.

